Un appello contro le tecnologie a fine vita

La Camera di Commercio Americana in Corea (AmCham) e la società statunitense di networking Cisco hanno chiesto maggiore attenzione ai rischi di cybersecurity legati alle infrastrutture IT invecchiate. Secondo quanto riportato da The Korea Herald, le due organizzazioni hanno organizzato giovedì un incontro a porte chiuse presso l'ufficio di Cisco Korea a Seul, riunendo dirigenti aziendali ed esperti di sicurezza informatica per discutere dei rischi delle tecnologie end-of-life (EOL), ovvero apparecchiature e software che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza né supporto tecnico.

L'elemento nuovo è l'invito esplicito alle aziende coreane a modernizzare i sistemi obsoleti, superando l'approccio di sostituire le apparecchiature solo quando si verificano problemi. Il tema è rilevante perché, secondo il materiale, l'intelligenza artificiale sta rendendo gli attacchi informatici sempre più automatizzati e sofisticati: in questo scenario, le tecnologie non supportate possono diventare punti di ingresso vulnerabili per gli hacker, con potenziali minacce alle operazioni aziendali e alle infrastrutture critiche.

Le posizioni dei protagonisti

All'evento sono intervenuti Choi Ji-hee, presidente di Cisco Korea, James Kim, chairman e CEO di AmCham, e Oh Jin-young, direttore generale della divisione industria della sicurezza informatica presso la Korea Internet Security Agency, che ha tenuto il discorso principale. Kim ha affermato che una base digitale sicura e resiliente è essenziale per trasformare il potenziale della cooperazione tecnologica tra Stati Uniti e Corea in opportunità commerciali durature, sottolineando che ammodernare i sistemi obsoleti è parte importante del rafforzamento della competitività.

Choi ha avvertito che le imprese che si affidano ad apparecchiature non supportate affrontano rischi crescenti con l'evoluzione delle minacce informatiche. Ha spiegato che, nella transizione verso l'era dell'AI, lasciare in uso attrezzature EOL dopo la fine degli aggiornamenti ufficiali può rappresentare una minaccia critica per la continuità operativa. Ha inoltre indicato l'importanza di individuare le risorse vulnerabili prima di sviluppare piani di sostituzione graduali, basati sulle priorità operative e sui budget disponibili.

Il rapporto e le questioni aperte

Sarah Sloan, responsabile della politica di cybersecurity per l'Asia-Pacifico di Cisco, ha presentato i risultati di un rapporto sponsorizzato da Cisco e realizzato dall'Australian Strategic Policy Institute sui rischi legati alle tecnologie obsolete. Il documento, basato su casi di Corea, India, Filippine e Australia, sostiene che gestire tecnologie invecchiate richiede più della manutenzione IT ordinaria: servono responsabilità più chiare, una pianificazione degli investimenti di lungo periodo e riforme negli appalti per ridurre le vulnerabilità. Sloan ha anche condotto un esercizio basato su scenari, durante il quale i partecipanti hanno esaminato come dare priorità agli aggiornamenti delle infrastrutture mantenendo la continuità operativa. Ok Jae-bom, leader del gruppo Tecnologia, Strategia e Advisory di Cisco Korea, ha illustrato approcci per sostituire le infrastrutture obsolete e migliorare la gestione dei cespiti IT.

La tavola rotonda ha affrontato anche le sfide di sicurezza emergenti legate all'AI e al calcolo quantistico, sottolineando la necessità per le imprese di integrare la gestione del ciclo di vita tecnologico nelle più ampie strategie di investimento e gestione del rischio. AmCham ha dichiarato che continuerà a collaborare con aziende tecnologiche e decisori politici per promuovere la resilienza informatica e sostenere la competitività digitale della Corea. Resta da verificare, tuttavia, quali impegni concreti o piani di ammodernamento siano stati assunti dalle aziende partecipanti, poiché l'incontro si è svolto a porte chiuse e il materiale non riporta decisioni operative.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Korea Herald ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: la ricostruzione segue le informazioni disponibili nel resoconto originale.