L'estensione e i modelli coinvolti
Anthropic estende il proprio sistema di watermarking dei testi generati a quattro modelli aggiuntivi: Claude Mythos 5, Claude Opus 4.7, Claude Opus 4.6 e Claude Sonnet 4.6. Lo riferisce The Decoder, citando una comunicazione inviata ai clienti API. I modelli più recenti, come Claude Opus 5.5, erano già marcati all'origine, mentre l'estensione su Amazon Bedrock potrebbe richiedere qualche giorno in più. La marcatura è incorporata a livello di modello e resta attiva su tutte le piattaforme che li ospitano, comprese Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Foundry, senza possibilità di disattivazione da parte dei clienti.
Secondo Anthropic si tratta di un pattern impercettibile nella scelta delle parole, che non altera significato, qualità o leggibilità, non aggiunge caratteri o token e non incide su prezzi e formati delle richieste. L'azienda sostiene inoltre che il watermark non contiene informazioni sull'utente, sulla sua organizzazione o sulle conversazioni. Si tratta di dichiarazioni dell'azienda, non di verifiche indipendenti.
La falla sui modelli più vecchi
Il punto critico riguarda Claude Opus 4.6 e Sonnet 4.6: su questi modelli il watermark si applica solo se gli sviluppatori mantengono ai valori predefiniti i tre parametri di campionamento temperature, top_p e top_k, che regolano il grado di casualità nella scelta delle parole. Una modifica anche minima a uno solo di essi è sufficiente a eludere la marcatura. Nella comunicazione Anthropic avverte che chi si affida al watermark per la propria conformità deve lasciare questi parametri ai valori predefiniti, senza indicare altre misure correttive.
La società non menziona la stessa condizione per Mythos 5 e Opus 4.7, il che suggerisce che su questi ultimi la marcatura si applichi indipendentemente dal campionamento. La falla resta comunque rilevante perché, secondo The Decoder, Opus 4.6 è ancora il modello di scrittura migliore di Anthropic, davanti a Opus 5.5. Anthropic dispone di un'API di rilevamento in anteprima privata per verificare il watermark.
Scadenze regolatorie e alternative concorrenti
Anthropic motiva l'intervento con la scadenza di dicembre dell'EU AI Act. Tutti i modelli rilasciati dopo il 2 agosto 2026 sono stati marcati fin dal primo giorno, mentre quelli precedenti ricevono il watermark in fasi successive. Il metodo utilizzato è una variante del sistema SynthID per il testo di Google DeepMind, che modifica la casualità nella selezione delle parole per produrre un pattern rilevabile statisticamente. Google DeepMind ha reso SynthID open source per il testo e lo ha integrato nei modelli Gemini.
OpenAI ha lanciato nell'ottobre 2026 il proprio sistema textGrain, attivo per impostazione predefinita solo per gli utenti ChatGPT e Codex nell'UE; i clienti API nel mondo possono attivarlo o disattivarlo, e arriva disabilitato. La differenza è rilevante: Anthropic non consente la disattivazione, OpenAI la lascia opzionale per l'API. Resta da verificare se il watermark preservi davvero la qualità del testo: il blogger John Gruber sostiene che, non esistendo sinonimi perfettamente equivalenti, scegliere le parole in base a una chiave di marcatura riduca la precisione. La testata Artificial Lawyer segnala un ulteriore rischio per gli studi legali, dove clienti che vietano l'uso dell'IA potrebbero scoprire la marcatura, e la presenza di più watermark in un singolo documento potrebbe creare complicazioni. Si tratta di opinioni riportate, non di dati verificati.
