La richiesta di accelerare

Il nuovo amministratore delegato di Apple, John Ternus, avrebbe chiesto al responsabile dell'ingegneria del software Craig Federighi di imprimere un'accelerazione al settore intelligenza artificiale e di adottare una strategia più ambiziosa. Lo riferisce il giornalista di Bloomberg Mark Gurman nella newsletter Power On, secondo quanto riporta IT之家. L'obiettivo indicato sarebbe quello di portare Siri a diventare un agente AI capace di completare compiti al posto dell'utente, e non soltanto di ricevere gli aggiornamenti funzionali ritenuti indispensabili.

La ricostruzione colloca la richiesta in una riunione a porte chiuse avvenuta nelle ultime settimane tra Ternus e Federighi, al quale è stata affidata la guida dell'area AI lo scorso anno, in sostituzione del precedente responsabile John Giannandrea. Gurman descrive un contrasto tra la posizione pubblica e quella interna del CEO: durante la conference call sui risultati finanziari della settimana precedente Ternus si era detto ottimista sull'AI di Apple e fiducioso sul nuovo Siri, parlando di un nuovo capitolo per l'azienda e di feedback molto positivi; all'interno, secondo la fonte, sarebbe invece consapevole che l'azienda resta molto indietro rispetto ai concorrenti.

Le riserve di Federighi e i nodi organizzativi

Federighi viene descritto come uno scettico sull'AI, preoccupato per le implicazioni su privacy, sicurezza, società e occupazione. La pressione di Ternus nascerebbe anche dal giudizio che il manager non abbia abbracciato la tecnologia con la stessa determinazione dei competitor. Il quadro di mercato richiamato dalla fonte è quello di OpenAI, Meta, Google e Anthropic: di fronte a questa ondata, secondo la ricostruzione, Apple non avrebbe più la possibilità di restare a guardare.

Il materiale collega la questione AI a problemi gestionali di lungo periodo nel settore software. Federighi tenderebbe a partecipare personalmente a riunioni e decisioni rilevanti e a discutere con chi dissente, avvalendosi della conoscenza dei dettagli tecnici; alcuni dipendenti ritengono che questo renda difficile sostenere opinioni alternative e incidere sull'indirizzo dei prodotti. Un secondo elemento riguarda la pianificazione: il software opererebbe su orizzonti di 12-18 mesi, mentre l'hardware pianifica a distanza di anni. La discrepanza, secondo la fonte, può rallentare lo sviluppo e rendere meno audaci funzioni e design dei primi prodotti.

Il testo riconosce comunque a Federighi un risultato concreto: dopo che Giannandrea non aveva mantenuto le promesse su Siri, avrebbe portato in tempi relativamente brevi a un nuovo assistente funzionante. La sua capacità di risolvere problemi che altri dirigenti non gestivano è presentata come un elemento a suo favore.

Cosa resta da verificare

La notizia si basa su fonti giornalistiche e su una ricostruzione interna, non su comunicati ufficiali di Apple, che nel materiale non compare tra le aziende citate. Non sono indicati la data esatta dell'incontro, i termini dell'incarico a Federighi né scadenze per il nuovo Siri: le affermazioni su tempi e obiettivi vanno quindi considerate dichiarazioni riportate e non confermate. Resta inoltre da chiarire come Ternus intenda armonizzare la pianificazione di software e hardware, aspetto che la fonte definisce centrale per il nuovo CEO ma che non viene dettagliato.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di IT之家 ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Informazioni tratte dalla newsletter Power On di Mark Gurman come riportate da IT之家; nessuna conferma ufficiale da Apple nel materiale fornito. Non sono disponibili date precise dell'incontro, tempistiche di sviluppo né dettagli sui piani di coordinamento tra software e hardware..