Una scelta dichiarata contro il sospetto di falso
La terza stagione di Blue Planet, serie narrata da David Attenborough, includerà di proposito inquadrature meno nitide e più torbide. Lo hanno spiegato i produttori alla presentazione stampa, secondo quanto riporta The Guardian. L'obiettivo dichiarato è rassicurare il pubblico che gli animali mostrati non siano stati creati con l'intelligenza artificiale. La produzione parla di immagini più naturali, non ripulite, inserite per attestare l'autenticità delle riprese.
La decisione rovescia una tendenza tecnica di lungo periodo: dai tempi della prima Blue Planet televisioni e camere hanno puntato su immagini sempre più definite. Secondo la produttrice esecutiva Elizabeth White è proprio l'avanzata dell'AI a spingere verso un approccio più fedele al reale, perché le creature filmate negli abissi sarebbero più straordinarie di quanto l'AI possa immaginare e sono completamente vere.
Cosa cambia rispetto al passato
White ha ricostruito la differenza rispetto alle stagioni precedenti: in passato la presenza di plancton nell'acqua o condizioni non ottimali poteva portare a escludere una scena, oppure a inquadrare fuori una barca o una boa. Ora questi elementi vengono lasciati dentro, perché la produzione intende puntare sull'autenticità e prevede di farlo ancora di più con la crescita dell'AI.
A scanso di equivoci, il responsabile delle commissioni specialistiche della BBC, Jack Bootle, ha garantito davanti ai giornalisti che nella serie non è stata usata AI generativa: non un singolo fotogramma, ha detto, è frutto di fotografia reale. Si tratta di una dichiarazione della rete, non di una verifica indipendente riportata nel materiale.
Le riprese e le storie annunciate
I produttori rivendicano anche innovazioni tecniche sviluppate in quattro anni di riprese in cinque oceani: una mini-dome camera per seguire un polpo, un'asta per selfie in profondità, operatori con monopattini applicati alle gambe per riprese in stile immersivo e l'uso di laser per filmare creature abissali. Viene citata come prima mondiale una telecamera subacquea di sorveglianza, soprannominata stonefish cam, ideata dal produttore e regista Yoland Bosiger.
Con quello strumento sono state catturate immagini inedite di delfini che usano spugne marine per ostruire i buchi del corallo e intrappolare i pesci. Il materiale elenca inoltre cernie che comunicano con un'altra specie ittica, 200.000 granchi schierati in formazione per nutrirsi, ricci di mare che si riparano dal sole con le conchiglie e sequenze con i pinguini. La serie affronta anche le minacce all'oceano, dalla crisi climatica che colpisce l'habitat dei pesci pagliaccio ai pollutant e alle sostanze chimiche persistenti. Bosiger ha detto che Attenborough, 100 anni, è stato molto coinvolto e ha modificato i copioni. La messa in onda è annunciata per domenica 1 novembre su BBC1 e iPlayer.
Cosa resta da chiarire
Il punto più delicato riguarda la portata della promessa: l'assenza di AI generativa è affermata dalla BBC, ma il materiale non indica come venga garantita né se esistano controlli esterni. Resta inoltre aperto l'effetto della riduzione di spesa da 500 milioni di sterline annunciata dall'emittente: White ha detto di non poter commentare, limitandosi a segnalare che la nuova serie ha risparmiato impiegando più troupe locali rispetto al passato. Anche questo è un elemento da verificare nel tempo, perché tocca la reputazione della unità di storia naturale di BBC Studios.
