L'accertamento durante la prova teorica
Secondo quanto riportato da IT之家, che cita la polizia stradale di Chengdu, lo scorso 16 ottobre gli agenti addetti alla sorveglianza del centro di esame per il conseguimento della patente di guida, presso il quale si teneva la prova teorica per il permesso motociclistico, hanno notato un candidato in evidente stato di tensione, con un atteggiamento di risposta anomalo e comportamenti innaturali. Gli agenti hanno quindi deciso di sottoporlo a un controllo più approfondito.
Durante l'accertamento è emerso che il candidato indossava un paio di occhiali con uno schermo integrato e portava un anello intelligente; secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, una pressione prolungata sull'anello attivava la scansione e visualizzava le risposte direttamente sulle lenti. Interrogato dagli agenti, l'uomo ha ammesso di aver utilizzato dispositivi elettronici per copiare durante la prova.
Il movente e il risultato reale del dispositivo
Stando a quanto riferito, l'uomo aveva già dovuto affrontare quattro volte l'esame teorico per ottenere in precedenza la patente automobilistica, superandolo a fatica. Di fronte al nuovo esame teorico per l'abilitazione alla guida di motocicli, timoroso di un altro fallimento, avrebbe acquistato online quelli che vengono presentati come occhiali con intelligenza artificiale e un anello smart, sperando di superare la prova grazie alla tecnologia.
La polizia ha però fornito un elemento che ridimensiona la vicenda sul piano tecnico: durante le verifiche l'uomo, usando il telefono per esercitarsi, aveva dichiarato un tasso di risposte corrette superiore all'85%. Ma quando gli agenti gli hanno chiesto di mostrare il funzionamento del dispositivo su domande scelte a caso, hanno rilevato che il sistema forniva risposte palesemente errate e che nelle domande a risposta multipla sbagliava tutte le risposte. La polizia ha quindi concluso che il costoso strumento presentato come garanzia di successo era in realtà del tutto inaffidabile. Si tratta di una valutazione delle forze dell'ordine, non di un test indipendente.
La sanzione e i punti da chiarire
In base all'articolo 93, comma 2, delle norme sul conseguimento della patente, le autorità hanno applicato una multa di 1900 yuan e disposto per l'uomo il divieto di presentare una nuova richiesta di patente per un anno. Il provvedimento riguarda quindi sia il pagamento della sanzione sia la sospensione temporanea della possibilità di ottenere il documento.
La notizia ha un interesse che va oltre il singolo caso: mostra come dispositivi indossabili presentati come supporti intelligenti possano essere impiegati in contesti di verifica formale e quanto possano rivelarsi poco affidabili rispetto alle promesse commerciali. Restano però da chiarire alcuni elementi: il materiale non precisa il modello dei dispositivi né il venditore, non indica se siano in corso indagini contro i canali di vendita online e non specifica se il candidato avesse già presentato ricorso. Inoltre non è noto se la polizia abbia condotto test sistematici sul dispositivo o si sia limitata alla dimostrazione richiesta all'esaminando.
Contesto
La vicenda rientra nel più ampio tema della sorveglianza durante gli esami pubblici e dell'uso di tecnologie indossabili sempre più diffuse. Il caso di Chengdu, così come riportato, offre un esempio concreto di come gli strumenti elettronici possano essere impiegati per eludere i controlli, ma anche di come il loro funzionamento effettivo possa essere sopravvalutato. La fonte è la comunicazione della polizia stradale di Chengdu ripresa da IT之家.
