I numeri dello studio

I deepfake realizzati con l'intelligenza artificiale e legati alle competizioni elettorali stanno crescendo rapidamente e vengono indicati come una minaccia per la correttezza del voto. È quanto emerge dallo studio di Surfshark, società di cybersecurity, ripreso da ETNews: tra gennaio e settembre 2026 sono stati segnalati 66 casi di deepfake elettorali, un dato già superiore del 27% ai 52 dell'intero 2025. La ricerca copre il periodo dal gennaio 2020 al settembre 2026 e ha censito 235 casi riportati dalla stampa in 46 Paesi, per una popolazione complessiva di circa 4,2 miliardi di persone.

Gli Stati Uniti sono il Paese con più casi, 87, pari al 37% del totale. Seguono l'India con 19 e la Corea del Sud con 16 casi dal 2021, terza a livello mondiale. Chiudono la classifica citata Taiwan con 13 e l'Indonesia con 7. Nella regione Asia-Pacifico sono stati registrati 73 casi in 15 Paesi, concentrati soprattutto nei quattro Stati con il maggior numero di episodi. I primi deepfake elettorali risalgono al 2020 in India e negli Stati Uniti; nel biennio 2021-2022 i casi erano solo 9 in 8 Paesi, mentre la crescita è diventata evidente dal 2023.

Il caso sudcoreano e i canali di diffusione

In Corea del Sud il primo episodio documentato risale al 2021, quando un candidato usò un proprio avatar deepfake per la campagna elettorale. In seguito si sono moltiplicati i video e le immagini manipolate con intento di scherno o di lesione della reputazione di esponenti politici, diffusi sui social network. Secondo i dati riportati, in vista delle elezioni presidenziali del 2025 i casi sono saliti a circa 9.800, venti volte rispetto all'anno precedente. Il governo ha introdotto norme specifiche contro l'abuso dei deepfake elettorali, con sanzioni pecuniarie, attività investigative e strumenti di rilevamento; ciò nonostante, in occasione delle elezioni locali del giugno 2026 le richieste di rimozione di contenuti deepfake hanno superato le 10.000 unità, segno che l'onere per le autorità resta elevato.

Quanto ai canali di diffusione, l'84% dei casi in cui la modalità è nota è passato dai social network, l'11% da testate giornalistiche e emittenti, il resto da app di messaggistica, telefonate e siti web. Tra le piattaforme identificate, X (ex Twitter) pesa per il 49%, TikTok per il 29%, Facebook per il 22%, Instagram per il 12% e YouTube per il 7%; le percentuali possono superare il 100% perché un caso può circolare su più piattaforme. Negli Stati Uniti i casi tra gennaio e settembre 2026 sono stati 34, il picco, il 21% in più rispetto all'anno delle presidenziali 2024. In Europa il Regno Unito è il Paese con più episodi, 10, contro i 67 degli Stati Uniti nel periodo considerato.

Le spiegazioni e i limiti della ricerca

Luis Costa, responsabile della ricerca Surfshark, attribuisce la diffusione alla democratizzazione degli strumenti di produzione: se un tempo serviva uno studio, oggi bastano un'app e pochi minuti, e lo stesso metodo compare anche nelle elezioni locali. Costa segnala inoltre che i contenuti manipolati puntano a suscitare emozioni forti, come rabbia e sorpresa, in modo che l'utente condivida prima di verificare. Il suo consiglio è controllare se testate affidabili hanno riportato il contenuto sospetto e, in caso contrario, astenersi dal diffonderlo. Lo studio combina l'AI Incident Database, Resemble AI e dati OCSE e prende in esame solo i casi confermati dalla stampa che utilizzano video, immagini o audio sintetici. Surfshark precisa che si tratta di una stima prudente: i contenuti effettivamente in circolazione ma non riportati dai media potrebbero rendere il fenomeno più ampio di quanto misurato. Resta quindi da verificare la portata reale della diffusione, mentre i dati disponibili indicano che la capacità di accertare l'autenticità delle informazioni elettorali e di bloccare rapidamente i contenuti manipolati è diventata una priorità tecnica e normativa.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di ETNews — AI ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: I dati si basano esclusivamente sui casi confermati dalla stampa e sono definiti dagli autori una stima prudente; la diffusione reale dei deepfake elettorali non è quantificata. Le percentuali per piattaforma possono sommare oltre il 100% perché un contenuto può circolare su più canali. Il materiale non indica dettagli sulle sanzioni adottate in Corea del Sud né i contenuti della conferenza citata in coda alla pagina di origine, estranea al tema..