L'investimento annunciato
Fujifilm ha annunciato un investimento di circa 10 miliardi di yen, pari a circa 63 milioni di dollari, per aumentare fino a cinque volte la propria capacità produttiva nel nastro magnetico, secondo quanto riportato da Ars Technica. La misura sarà calcolata rispetto ai livelli di produzione dell'anno fiscale 2025 e coinvolge lo stabilimento di Odawara, nel sito produttivo di Kanagawa.
Secondo l'azienda, si tratta del maggiore investimento finora realizzato da Fujifilm in impianti dedicati al nastro LTO. Il progetto si svilupperà nell'arco degli anni fiscali dal 2026 al 2028 e servirà a finanziare l'ampliamento manifatturiero e l'aggiunta di personale, principalmente per la produzione del nastro di ultima generazione FUJIFILM LTO Ultrium10.
La domanda spinta dall'AI
Fujifilm collega la crescita della domanda di archiviazione alla diffusione dell'AI generativa, che a suo dire sta producendo una crescita esponenziale del fabbisogno di dati a livello mondiale. È una dichiarazione dell'azienda, riportata dalla fonte, e non un dato quantificato nel materiale disponibile.
Il nastro magnetico è da decenni una tecnologia marginale per il grande pubblico, ma non per il mondo enterprise: secondo Fujifilm, i grandi operatori di cloud service e data center ne stanno ampliando l'impiego perché consente di conservare grandi volumi di dati a costi relativamente contenuti. Un aspetto sottolineato dall'azienda è la possibilità di scollegare le cartucce e custodirle in un cassetto, in un caveau o in una struttura separata, creando un cosiddetto air-gap. Di fronte all'aumento della sofisticazione degli attacchi informatici, sostiene l'azienda, il nastro è considerato una difesa ulteriore, in particolare contro il ransomware.
Un percorso tecnologico lungo decenni
L'impegno di Fujifilm nel nastro magnetico come supporto per l'archiviazione risale agli anni Cinquanta, secondo la ricostruzione fornita. Nel 2000 l'azienda ha commercializzato il suo primo nastro LTO Ultrium; nel 2011 è stata la prima a produrre industrialmente nastro con particelle magnetiche di bario-ferrite; nel 2025 ha presentato la generazione LTO Ultrium10, la prima a impiegare quelle che l'azienda definisce particelle magnetiche ibride fini, ottenute combinando bario-ferrite e stronzio-ferrite. La fonte segnala che ogni generazione del nastro ha comportato incrementi significativi dei limiti di capacità, sia compressi sia non compressi, senza indicare i valori.
Cosa resta da verificare
Il materiale non precisa la capacità produttiva attuale in termini assoluti, né i volumi attesi al termine dell'ampliamento, né il numero di assunzioni previste. Non è indicato alcun dettaglio sui clienti coinvolti o sugli effetti dell'investimento sui prezzi. La stessa relazione causale tra diffusione dell'AI generativa e aumento della domanda di nastro è presentata come valutazione dell'azienda, non come dato verificato indipendentemente. Resta quindi da confermare, con dati di mercato o comunicazioni successive, l'entità effettiva di questa spinta.
