Il conto che gli investitori temevano

Google ha perso fino al 10% del proprio valore di mercato dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Secondo The Decoder, il calo riflette il timore, a lungo coltivato dagli investitori, che l'intelligenza artificiale eroda la redditività del motore di ricerca. I ricavi da ricerca sono cresciuti di circa il 12% nel terzo trimestre, sotto il 15% atteso dagli analisti. La fonte sottolinea che si tratta di un dato leggermente inferiore alle aspettative ma in linea con gli ultimi anni, e che Google ha appena iniziato a monetizzare la modalità AI.

La conferma arrivata dalla conference call

Durante la call sui risultati, l'esecutivo Philipp Schindler ha dichiarato che la forte crescita delle query in modalità AI ha avuto un impatto per via della minore monetizzazione, tra gli altri fattori. La società si è comunque detta soddisfatta della traiettoria complessiva e ha riferito che il tasso di crescita annuo delle query ha toccato il livello più alto in cinque anni. Google ha inoltre annunciato l'intenzione di estendere il programma pubblicitario per la modalità AI negli Stati Uniti e a livello internazionale, un passaggio che la fonte descrive come l'avvio della monetizzazione di questa modalità. Resta da verificare quanto questa espansione possa compensare il divario di ricavo per query rispetto alla ricerca tradizionale: il materiale non offre stime in merito.

Cloud e infrastruttura: la crescita che bilancia i conti

Il segnale più netto arriva dal cloud, i cui ricavi sono più che raddoppiati su base annua, a 30,7 miliardi di dollari, con una crescita del 103%. Google spende di conseguenza: gli investimenti in conto capitale hanno raggiunto 51,4 miliardi nel solo terzo trimestre, con una previsione per il 2026 confermata tra 195 e 205 miliardi e un valore atteso significativamente superiore per il 2027. Il responsabile del cloud Thomas Kurian prevede ulteriore crescita grazie agli agenti AI in produzione, che richiedono più potenza di calcolo, più spazio per la memoria degli agenti e più capacità di database per il ragionamento. La società punta a guadagnare sia con i prodotti per i consumatori sia con l'infrastruttura usata da altre imprese, ma non ha reso noto il margine di profitto sulla vendita dei sistemi TPU a clienti esterni, nonostante le domande ripetute.

Gemini e il nuovo modello Carbon

Il CEO Sundar Pichai ha affermato che l'app Gemini ha raggiunto un miliardo di utenti, risultando il prodotto in più rapida crescita nella storia dell'azienda. La fonte osserva che il dato non sorprende, trattandosi essenzialmente di un'estensione della ricerca. Le API dei modelli Google elaborano quasi 32 miliardi di token al minuto, più di quattro volte rispetto a un anno prima; secondo la fonte, parte di questo salto riflette probabilmente l'inflazione dei token dovuta ai modelli di ragionamento e ai flussi di lavoro agentici, non solo un maggiore utilizzo. Pichai ha inoltre indicato che l'azienda sta costruendo versioni più piccole e distillate del nuovo modello Carbon, per bilanciare qualità e velocità di risposta, da offrire a miliardi di utenti tramite un runtime cloud sempre attivo, mentre il modello completo sarà inizialmente riservato a esperti selezionati di cybersicurezza e al governo statunitense.

Il quadro che emerge è quello di un'azienda che compensa il rallentamento della ricerca con cloud e infrastruttura, mentre la monetizzazione dell'AI resta la variabile da verificare nei prossimi trimestri.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Decoder ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Il testo si basa esclusivamente sull'articolo di The Decoder. Non sono disponibili dati indipendenti, dettagli sui margini delle attività AI o previsioni sull'andamento della raccolta pubblicitaria legata alla modalità AI..