Che cosa ha fatto Google Research
Google Research ha sviluppato un sistema di intelligenza artificiale in grado di riconoscere indizi di pressione alta usando soltanto i sensori di polso e di movimento presenti in un normale smartwatch, senza bisogno di un misuratore con bracciale per la calibrazione. Lo riporta The Decoder, citando un post del blog di Google e lo studio pubblicato su Nature.
La rete neurale è stata addestrata confrontando brevi segmenti di dati raccolti dai sensori, per quasi 500.000 ore complessive, e imparando a riconoscere quali appartenevano alla stessa persona. In questo modo il sistema ha individuato schemi tipici del polso e del battito senza essere guidato da diagnosi. Le indicazioni così ottenute vengono mediate su più giorni fino a calcolare una probabilità di ipertensione.
I risultati dello studio
La sperimentazione ha coinvolto 196 persone in cinque centri di ricerca negli Stati Uniti. Secondo i dati riportati, l'orologio ha identificato il 65,8% delle persone con pressione alta, contro il 55,3% della misurazione standard effettuata in ambulatorio. Il confronto, dunque, non riguarda la precisione assoluta dello strumento ma la sua capacità di intercettare i casi rispetto alla pratica clinica tradizionale.
Google afferma che i risultati sono già stati inseriti nella funzione dedicata all'andamento della pressione nell'app Google Health. Il metodo, però, resta un progetto di ricerca e non sostituisce una diagnosi formale: l'obiettivo dichiarato è spingere le persone a sottoporsi a controlli. Secondo l'azienda, più della metà di chi ha la pressione alta non sa di averla.
Che cosa è confermato e che cosa resta da chiarire
I fatti confermati dal materiale sono tre: l'esistenza dello studio su Nature, la dimensione del campione e i tassi di rilevamento riportati. È invece una dichiarazione di Google, non un dato verificabile in modo indipendente dal materiale, l'affermazione che la funzione sia già attiva nell'app Health.
Non è inoltre specificato come venga presentata all'utente la probabilità calcolata, con quale frequenza i dati vengano aggiornati né quali limiti abbia il sistema in popolazioni diverse da quella studiata. Il campione di 196 persone resta contenuto rispetto alla diffusione potenziale di uno strumento di questo tipo, e il materiale non indica se siano previste validazioni ulteriori. La conclusione sostenibile è che la tecnologia punti a un uso di indirizzamento sanitario, non diagnostico.
