Una base industriale riconvertita
Changwon, città del sud-est della Corea del Sud scelta negli anni Settanta dal governo di Park Chung-hee come polo per la meccanica pesante e la produzione di armamenti, è oggi al centro delle ambizioni di Hanwha Aerospace. Lo riporta The Korea Herald, che ha partecipato a una visita riservata agli impianti insieme a giornalisti tedeschi e svedesi. L'articolo descrive un complesso produttivo che sfrutta una rete consolidata di aziende di precisione, metalmeccanica e componentistica per fabbricare sistemi militari via via più sofisticati.
La struttura è articolata in più siti: il Plant 1 realizza motori aeronautici e componenti di propulsione, compresi quelli per il programma spaziale sudcoreano; il Plant 2 produce veicoli da combattimento, sistemi di lancio e apparati di difesa chimica, biologica, radiologica e nucleare; il Plant 3 e il campus di ricerca e sviluppo si concentrano sui sistemi di fuoco, tra cui l'obelice semovente K9 e veicoli d'assalto anfibi.
Automazione e trasferimento tecnologico
Secondo Hwang Dong-gyu, responsabile del Plant 2, circa il 70 per cento dei processi negli stabilimenti di Changwon è non presidiato o automatizzato. Nel Plant 2 i robot eseguono tra il 70 e l'80 per cento delle operazioni di saldatura. L'introduzione della scansione tridimensionale ha ridotto i tempi di ispezione degli scafi saldati da un giorno e mezzo a un'ora, ha affermato il manager. L'azienda sta inoltre integrando l'intelligenza artificiale nei sistemi di gestione della produzione e nei gemelli digitali che monitorano in tempo reale l'ambiente produttivo e lo stato delle attrezzature.
Hwang ha indicato che il tasso di localizzazione dei prodotti sudcoreani supera il 96 per cento: una quota che, a suo dire, consente di trasferire più facilmente le tecnologie ai Paesi clienti e di localizzare la produzione. La robotizzazione viene presentata come leva per aumentare i volumi mantenendo qualità e uniformità, un punto che l'articolo collega alla difficoltà delle industrie occidentali di rifornire rapidamente le scorte durante la guerra in Ucraina.
Dai robot in fabbrica ai mezzi senza equipaggio
L'automazione non si ferma ai cancelli dello stabilimento. Hanwha sta sviluppando veicoli terrestri senza equipaggio, o UGV, nell'ambito di una strategia basata sul lavoro di squadra tra piattaforme con equipaggio e robotiche, nota come MUM-T. I progetti vanno da veicoli multiuso di piccole dimensioni a piattaforme da ricognizione e supporto al combattimento. Il più ambizioso è l'H-UGV, un mezzo da combattimento senza equipaggio di circa 30 tonnellate previsto intorno al 2030, con torretta intelligente armata di cannone da 30-40 millimetri, stazione d'arma a controllo remoto e missili anticarro guidati.
L'azienda intende inoltre collegare armi e sensori in una rete di battaglia integrata: l'analisi delle immagini satellitari basata su intelligenza artificiale di Hanwha Systems e il lanciarazzi multiplo Chunmoo dovrebbero consentire di individuare, identificare e classificare i bersagli con supporto algoritmico. Si tratta però di obiettivi dichiarati e di programmi in sviluppo, non di capacità già operative. Restano da verificare i tempi effettivi di introduzione dell'H-UGV, i risultati dell'integrazione tra satelliti e lanciarazzi e l'effettiva portata degli accordi con i clienti europei, che l'articolo cita come mercato prioritario senza fornire dettagli contrattuali.
