La decisione del giudice
Un giudice federale ha respinto la richiesta di xAI di archiviare la causa promossa dalla NAACP, che accusa la società di intelligenza artificiale controllata da SpaceX di non aver ottenuto i permessi necessari per le turbine a gas che alimentano il data center Colossus vicino a Memphis. Lo riporta TechCrunch. La denuncia, presentata dal Southern Environmental Law Center per conto della NAACP, sostiene che l'azienda abbia installato e fatto funzionare almeno 35 turbine a combustione e altre fonti di inquinamento atmosferico nel sito senza le autorizzazioni preventive o operative richieste, violando il Clean Air Act.
Le difese respinte
xAI aveva chiesto l'archiviazione sostenendo due argomenti principali: che le turbine, essendo mobili, sarebbero esenti dagli obblighi di autorizzazione, e che i querelanti non avessero titolo per agire. La giudice Debra M. Brown ha motivato il rigetto scrivendo che i querelanti hanno legittimazione statutaria ai sensi del Clean Air Act, che le turbine non rientrano nella categoria delle fonti mobili secondo il piano statale di attuazione del Mississippi e che la disposizione sulle cause dei cittadini non viola l'articolo II della Costituzione né il principio di non delega privata.
Sulla contestazione di incostituzionalità delle azioni civili, la giudice ha osservato che i cittadini che agiscono lo fanno in proprio nome e per proprio conto, cercando sanzioni che riparino un danno subito, e non esercitano quindi il potere esecutivo federale. Il procedimento potrà dunque proseguire. TechCrunch riferisce di aver contattato SpaceX per un commento.
Le reazioni e il contesto
Abre' Connor, direttrice per la giustizia ambientale e climatica della NAACP, ha definito la decisione un'altra vittoria importante per la responsabilità di xAI, affermando che i tribunali hanno ripetutamente respinto i tentativi dell'azienda e del Dipartimento di Giustizia di archiviare il caso. La stessa fonte ricorda che una simile istanza di archiviazione presentata dal DOJ era stata respinta all'inizio del mese.
Il caso si inserisce in un clima di crescente opposizione pubblica ai data center: New York ha recentemente approvato una moratoria sui nuovi impianti e altri governi statali e locali stanno valutando misure analoghe. Secondo TechCrunch, questa reazione ha spinto Amazon e Microsoft a promettere di non usare più accordi di riservatezza nei rapporti con le agenzie governative, e potrebbe pesare nelle prossime elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Resta da verificare l'esito nel merito e le eventuali conseguenze operative per il sito.
Cosa resta da accertare
La decisione riguarda solo la fase preliminare: stabilisce che la causa può proseguire, non che le violazioni siano state accertate. Non è noto dal materiale se xAI abbia annunciato appello né quali permessi siano stati nel frattempo richiesti o ottenuti. Il punto centrale del contendere, cioè la qualificazione delle turbine come fonti fisse soggette ad autorizzazione, sarà affrontato nel merito.
