Un seggio simbolo sotto pressione
Il primo ministro australiano Anthony Albanese deve fare i conti con il malcontento nel proprio collegio elettorale, Grayndler, nel cuore di Sydney. Secondo quanto riporta The Guardian, la zona ospita oltre 3.000 imprese culturali e creative e il 10% dei suoi lavoratori è impiegato in questi settori, contro una media nazionale del 4,2%. Un dato che rende il seggio un osservatorio particolare per le politiche che toccano il mondo creativo.
Albanese detiene il seggio con un margine sicuro da tre decenni e in passato ha parlato con orgoglio della presenza di musica dal vivo, teatro e spazi per artisti. Il punto nuovo è che il governo laburista sta valutando riforme sul copyright legate all'intelligenza artificiale, e questo sta suscitando reazioni negative proprio in una comunità creativa numericamente rilevante.
La richiesta delle aziende di IA e i dubbi sul consenso
Stando alla ricostruzione del Guardian, il governo sta considerando la possibilità di dare alle aziende di IA accesso senza restrizioni, per impostazione predefinita, alle opere dei creativi australiani, nel quadro di un più ampio pacchetto di riforme che comprende anche datacenter, energia ed economia. Le bozze di legge federali sarebbero attese entro la fine dell'anno, con esame in parlamento previsto nel 2027.
Alcune aziende di IA avrebbero sostenuto che stipulare accordi di licenza secondo il diritto d'autore vigente sarebbe troppo difficile. Anthropic, in particolare, avrebbe proposto un modello di tipo "opt-out", che consentirebbe di raccogliere contenuti a meno che il titolare dei diritti non si opponga. La proposta ha suscitato avvertimenti da parte di senatori della coalizione e dell'industria discografica, secondo cui si potrebbe configurare un'acquisizione di proprietà da parte del governo. Il materiale riporta inoltre che a settembre sarebbero trapelate le proposte laburiste, mentre dirigenti di OpenAI avrebbero incontrato ministri laburisti sostenendo che le leggi australiane sul copyright impediscono all'azienda di addestrare modelli nel Paese.
Albanese ha promesso "la protezione più forte possibile", avvertendo che sarebbe un "furto" se i creativi non venissero pagati. Resta però da chiarire come questa dichiarazione si tradurrà nel testo normativo, soprattutto rispetto al nodo del consenso preventivo o della possibilità di rinunciarvi.
Le voci degli artisti e il fattore elettorale
Il Guardian raccoglie diverse testimonianze contrarie all'ipotesi. Pete Strong, serigrafo e consigliere dei Verdi a Bayside con attività nel seggio, definisce l'IA una "industria estrattiva" e si dice completamente contrario alla proposta del governo. La designer e artista Lu Campbell-Smith, che pure usa l'IA nel proprio lavoro, giudica "oltraggioso" dover scegliere di uscire dal sistema e vede l'Australia come un mercato di prova. H Morgan-Harris, direttrice di uno spazio artistico guidato da artisti a St Peters, avverte il rischio che l'ecosistema creativo venga "decimato" e sostiene che la sua attività di copywriting è già stata pesantemente colpita dall'IA. Jason Zoidberg, cofondatore di uno studio a Marrickville, parla di un governo che considera "folle" dare il via libera a pratiche già viste, ma osserva anche un aumento di interesse per le forme d'arte tradizionali, pur circoscritto a una nicchia locale.
Sul piano politico, alle prossime elezioni federali Albanese sarà sfidato da Hannah Ferguson, cofondatrice di Cheek Media, che si presenterà come indipendente. L'articolo sottolinea che nessun deputato in carica ha perso il seggio con un margine simile e che, senza la popolarità storica di Albanese, Grayndler sarebbe stato un obiettivo naturale per Verdi e indipendenti progressisti. Il dato citato dal Guardian, l'ultimo sondaggio Essential, indica un tasso di disapprovazione di Albanese al 56%, il più alto a pari merito da quando è in carica. Si tratta di un segnale da leggere con cautela: il sondaggio è nazionale e non misura direttamente l'effetto delle norme sul copyright.
