L'avvertimento dell'industria

Il presidente della NASSCOM, l'associazione di categoria che rappresenta la principale industria tecnologica indiana, Rajesh Nambiar, ha dichiarato che l'adozione dell'intelligenza artificiale per la programmazione di base e le attività di test software potrebbe rendere più difficile, per i neolaureati, entrare nel settore tecnologico. La dichiarazione, riportata da IT之家 citando Nikkei Asia, riguarda un mercato che fino a oggi ha assorbito quote rilevanti di laureati in ingegneria e informatica.

Nambiar non indica tempi certi per un miglioramento: secondo lui la difficoltà occupazionale potrebbe attenuarsi solo quando le aziende indiane di esportazione software avranno completato l'adattamento al nuovo contesto. Si tratta quindi di una valutazione prospettica, non di un dato definitivo sull'occupazione.

Dal lavoro a ore al risultato: cambia la porta d'ingresso

Il punto centrale riguarda il modello di business. Con la riduzione del volume di lavoro nelle attività tradizionali, come la gestione delle infrastrutture tecnologiche, le imprese dovrebbero sviluppare nuovi servizi: cybersicurezza, consulenza sull'AI, installazione e manutenzione di tecnologie. In parallelo, il criterio di fatturazione si sposta dal numero di persone impiegate per progetto al risultato effettivo. Questo cambiamento, secondo Nambiar, modifica anche i requisiti richiesti ai neolaureati.

Sul piano formativo, il presidente della NASSCOM sostiene che gli atenei devono aggiornare i corsi di informatica, altrimenti l'India rischia di formare migliaia di ingegneri con competenze non allineate alle esigenze delle aziende. È una dichiarazione di preoccupazione esplicita: senza un adeguamento rapido dei programmi, i giovani potrebbero scoprire al momento della laurea che le competenze acquisite sono già superate.

Numeri e limiti della transizione

Il materiale riporta alcune dimensioni del fenomeno. Le stime ufficiali citate indicano 5.903 istituti di ingegneria e tecnologia in India nell'anno fiscale conclusosi a marzo, con quasi 2,6 milioni di iscritti. Il settore è attrattivo per i salari elevati, ma l'occupazione dei laureati è già problematica: secondo una stima della Azim Premji University, tra il 2004 e il 2023 il numero di laureati disoccupati è quasi quadruplicato, raggiungendo circa 11 milioni.

Nambiar descrive la fase attuale come un "riequilibrio" del settore, destinato a durare finché la crescita delle attività legate all'AI non compenserà le perdite di ricavi nella manutenzione delle infrastrutture informatiche tradizionali. Prevede che l'80-85% delle imprese sopravviverà, ma che alcune potrebbero non completare la transizione per l'attaccamento ai modelli gestionali del passato. Resta da verificare, nel tempo, l'effettiva entità dell'impatto occupazionale e la capacità degli atenei di riformare i curricula: il materiale non contiene dati su questo punto.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di IT之家 ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Le informazioni provengono da un'unica fonte secondaria (IT之家 che cita Nikkei Asia) e si basano in larga parte su dichiarazioni del presidente della NASSCOM. Non sono disponibili dati aggiornati sull'occupazione dei neolaureati successivi al 2023 né dettagli sui tempi della transizione..