Il segnale delle urne locali

Secondo quanto riporta il Korea Herald, nelle elezioni di midterm statunitensi è emersa una crescente opposizione degli elettori alla costruzione di data center. Su 41 misure locali legate agli impianti in 10 Stati, 28 proponevano restrizioni che vanno dal divieto di costruzione a moratorie temporanee e regole più severe, secondo i dati Ballotpedia citati dalla fonte. Le preoccupazioni dei residenti riguardano i costi dell'elettricità, il consumo d'acqua, il rumore e le emissioni dei generatori di emergenza. Un sondaggio Gallup di maggio, sempre citato dal giornale, indicava che circa il 70 per cento degli intervistati statunitensi era contrario alla costruzione di data center per l'intelligenza artificiale nelle proprie comunità.

I numeri dei fornitori coreani

Questa opposizione tocca direttamente uno dei principali motori di crescita per i grandi fornitori sudcoreani come HD Hyundai Electric, Hyosung Heavy Industries e LS Electric. I loro arretrati di ordini combinati, secondo la fonte, hanno raggiunto circa 37,9 trilioni di won, pari a circa 27,9 miliardi di dollari, sull'onda della domanda di elettricità. Hyosung Heavy Industries è indicata come la principale beneficiaria dell'espansione infrastrutturale delle big tech statunitensi grazie alla competenza nei trasformatori a altissima tensione e negli interruttori automatici. Al terzo trimestre la divisione industriale pesante ha registrato un arretrato record di 18,9 trilioni di won, con il mercato nordamericano al 60 per cento del totale.

HD Hyundai Electric dispone di ordini arretrati per 8,84 miliardi di dollari, inclusa una fornitura da 1,12 trilioni di won firmata con una grande azienda tecnologica globale. LS Electric ha un arretrato di 7,04 trilioni di won, di cui 2,25 trilioni legati ai quadri di distribuzione. Sono dati che mostrano quanto il settore dipenda dal mercato nordamericano e, di riflesso, dalla tenuta dei progetti sui data center.

Rischi sugli ordini futuri e piani in corso

Le fonti di settore citate dal giornale indicano tra i rischi principali per i produttori coreani le nuove barriere regolatorie e i possibili ritardi nei tempi dei progetti. Durante un webinar della Korea Financial Investment Association, il capo economista di Bloomberg Economics Tom Orlik ha avvertito che i governatori statali potrebbero interpretare i risultati elettorali come un segnale per imporre nuove restrizioni. Ha aggiunto che Corea e Taiwan, tra i maggiori beneficiari del boom dell'IA, potrebbero risultare i più penalizzati se la spinta si arresta, precisando che l'impatto non riguarderebbe gli ordini già in pipeline ma le aspettative sugli ordini futuri e la redditività di lungo periodo.

Una fonte industriale ha dichiarato di non aver ancora ricevuto notifiche di ritardi dai clienti, ma di seguire con attenzione eventuali sviluppi normativi. Il giornale segnala inoltre che i fornitori coreani sono vulnerabili a ritardi operativi proprio mentre ampliano la capacità produttiva: HD Hyundai Electric potenzia lo stabilimento di trasformatori di Ulsan e gli impianti di Cheongju, Hyosung Heavy Industries sta realizzando un aggiornamento da 157 milioni di dollari a Memphis e LS Electric un'espansione da 250 milioni di dollari nello Utah.

Nello stesso articolo si riporta che venerdì i titoli dei semiconduttori hanno perso circa il 10 per cento in mattinata, trascinando il Kospi sotto la soglia dei 5.000 punti, dopo una forte vendita dei principali titoli tecnologici a Wall Street seguita alle elezioni. Resta da verificare, secondo il materiale disponibile, l'effettiva approvazione delle misure locali e l'eventuale impatto sui contratti già firmati: la fonte non fornisce conferme in tal senso.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Korea Herald ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Il materiale si basa su un unico articolo del Korea Herald e su dati citati dalla fonte, come Ballotpedia e il sondaggio Gallup; non sono inclusi comunicati delle aziende né conferme ufficiali su ritardi o restrizioni approvate..