Il cambio di bersaglio
I laboratori di intelligenza artificiale cinesi avrebbero spostato il mirino dai modelli di Anthropic a quello che The Decoder, citando The Information, indica come il modello più potente di OpenAI, GPT-6 Astra. Secondo la ricostruzione, DeepSeek e Moonshot AI avrebbero fatto ampio ricorso agli output di Astra per addestrare i propri modelli più recenti. Tra questi vengono menzionati Kimi K3.1 Pro e V4.1-Flash 1017. La notizia è rilevante perché segnala un cambiamento nelle strategie di chi cerca di recuperare capacità avanzate sfruttando il lavoro di altri, e perché sposta l'attenzione su OpenAI dopo una fase in cui Claude era considerato l'obiettivo privilegiato.
Le informazioni provengono da persone a conoscenza della questione e sono riportate dalla fonte: non si tratta quindi di una conferma ufficiale delle aziende coinvolte. Moonshot ha declinato di commentare e DeepSeek non ha risposto alla richiesta di commento. OpenAI, dal canto suo, ha dichiarato di prendere il problema molto seriamente.
Perché la distillazione richiede il ragionamento nascosto
Il meccanismo descritto è la distillazione: per funzionare, richiede che i laboratori riescano a ottenere dal modello di riferimento i passaggi di ragionamento che normalmente restano nascosti. Sia OpenAI sia Anthropic vietano questo tipo di accesso. È qui che si colloca il cambio di bersaglio: Anthropic avrebbe rafforzato le proprie difese, e secondo la società i nuovi metodi ridurrebbero del 90-99% la quantità di dati che gli attaccanti riescono a estrarre. Un dato dichiarato dall'azienda, non verificato in modo indipendente dalla fonte.
Questa dinamica spiega perché il fenomeno non si esaurisce con un singolo caso. Se le difese di un fornitore rendono più difficile l'estrazione, chi cerca di distillare può orientarsi verso un altro modello. Il confronto tra i due fornitori, però, si basa su dichiarazioni e su fonti anonime, non su una misurazione comparativa pubblica.
L'allarme di OpenAI e i limiti della ricostruzione
A fine settembre OpenAI aveva segnalato una campagna coordinata di distillazione che, secondo l'azienda, coinvolgeva persone legate a Moonshot. Un portavoce di OpenAI ha aggiunto che finora gli attaccanti hanno modificato le proprie tattiche ogni volta che veniva introdotta una nuova difesa. È una dichiarazione che indica una difficoltà strutturale: le contromisure possono essere aggirate, e il problema tende a spostarsi invece di chiudersi.
Restano diversi elementi da verificare. La fonte non specifica come sarebbe avvenuto l'accesso ai passaggi di ragionamento, né quantifica l'entità dell'uso degli output di Astra. Non è indicato se OpenAI abbia avviato azioni formali oltre alla denuncia della campagna di settembre, né se i modelli citati siano già distribuiti. La ricostruzione si basa su fonti anonime e su una testata che cita un'altra testata, senza documentazione primaria. La portata del fenomeno e la sua rilevanza per la sicurezza dei modelli restano quindi da accertare, mentre il quadro che emerge è quello di una competizione in cui le difese tecniche e le strategie di accesso si rincorrono.
