Il dato che cambia il quadro

Il rapporto sull'occupazione statunitense del mese scorso ha superato nettamente le attese: secondo il Bureau of Labor Statistics, citato dal Korea Herald, gli occupati sono aumentati di 165.000 unità, più del doppio rispetto alle previsioni degli economisti. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%.

Il dato arriva in un momento in cui la spinta verso un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve aveva perso slancio, complici una vendita massiccia sui mercati azionari dopo le elezioni e i timori che una domanda legata all'intelligenza artificiale più debole del previsto possa pesare sull'economia. Il report ha riportato il dibattito sui tassi al centro dell'attenzione: i mercati attribuiscono ora circa l'80% di probabilità a un aumento di un quarto di punto nella riunione dell'8-9 dicembre, contro il 67% di giovedì. Gli operatori si attendono inoltre che il prossimo e ultimo rialzo arrivi ad aprile invece che a giugno.

Il nodo dei salari e dell'inflazione

La retribuzione media oraria è cresciuta del 3,1% su base annua, un ritmo inferiore al 3,7% di aumento dei prezzi al consumo: un divario che erode il potere d'acquisto delle buste paga. È su questo punto che si concentra l'argomentazione dei policymaker.

Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco, ha dichiarato in un'intervista a CNBC che le persone riferiscono di non riuscire a stare al passo con l'inflazione e che questa deve essere la priorità numero uno. "La mia aspettativa è che dovremo stringere ulteriormente la politica", ha detto Daly, che quest'anno non è membro votante del comitato di politica monetaria ma in genere esprime posizioni vicine a quelle della maggioranza. Ha poi aggiunto che, di fronte a un mondo volatile, è necessario raccogliere più informazioni e procedere in modo graduale, ma che è probabile che serva altro tightening.

AI e mercati: cosa resta da verificare

Anche Alberto Musalem, presidente della Fed di St. Louis, ha indicato l'inflazione come principale preoccupazione emersa nei colloqui con le imprese del suo distretto, definendola una tassa regressiva e distorsiva. Sul boom dell'AI ha osservato che per ora l'industria alimenta l'inflazione attraverso la domanda di materie prime come il rame, e che la politica monetaria va calibrata sull'economia di oggi, non su quella tra cinque anni.

Daly ha letto il calo dei titoli tecnologici, il quarto settimanale consecutivo nonostante un rimbalzo venerdì, come un riallineamento delle aspettative degli investitori sulla crescita guidata dall'AI, non come un rifiuto del settore. L'analista di Fitch Ratings Olu Sonola ha scritto che il mercato del lavoro solido tiene la Fed concentrata sull'inflazione e spinge il dibattito verso un rialzo a dicembre. Resta da verificare quanto peseranno le turbolenze politiche e la legislazione sull'AI annunciata dai leader democratici, fattori che il materiale non quantifica.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Korea Herald ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Il materiale si basa su un unico articolo del Korea Herald che cita Reuters e non include dati di dettaglio del report, né conferme indipendenti. Le dichiarazioni di Daly e Musalem sono riportate come tali e non costituiscono decisioni del comitato. Le probabilità di mercato citate riflettono aspettative, non esiti..