Il trimestre che ha deluso gli investitori

Secondo quanto riportato da AI News Italia, Meta ha chiuso la seduta di giovedì con un calo di circa il 7%, la peggiore da luglio, trascinando il comparto tecnologico: Nvidia ha perso oltre il 4%, CoreWeave fino al 10% e il Nasdaq più del 2%, con ripercussioni anche sui listini asiatici. I dati di bilancio del terzo trimestre mostrano ricavi in crescita del 26% a 64,6 miliardi di dollari, sopra le attese, e 3,64 miliardi di utenti attivi giornalieri sulle app della famiglia.

Il punto critico è però il flusso di cassa libero, negativo per la prima volta in oltre dieci anni: meno 2,12 miliardi di dollari, contro un saldo positivo di 10,63 miliardi un anno prima. La causa indicata è la spesa per impianti e centri dati, pari a 34,9 miliardi nel solo trimestre, un record per l'azienda.

Spese in salita e ritorno incerto

La prospettiva non migliora secondo il materiale: Meta ha alzato la stima degli investimenti per il 2026 a 135-145 miliardi di dollari, con impegni futuri iscritti a bilancio saliti a circa 825 miliardi. È su questo punto che si concentrano le dichiarazioni degli analisti citate dalla fonte: Matthew Maley di Miller Tabak parla di una grande domanda sul ritorno dell'investimento e ritiene sempre più evidente che servirà molto più tempo del previsto; Robert Pavlik di Dakota Wealth definisce la combinazione di spese crescenti, cassa negativa e ricavi insufficienti un po' un pozzo senza fondo; David Morrison di Trade Nation sottolinea l'entità degli impegni e la mancanza di chiarezza sui tempi, e perfino sulla possibilità, di un ritorno.

A questo si aggiunge la mossa sul capitale: il consiglio ha approvato una nuova classe di azioni senza diritto di voto, la C, distribuita a tutti gli azionisti e negoziabile da fine gennaio 2027. L'obiettivo dichiarato è raccogliere capitali per gli investimenti nell'AI senza diluire il controllo del fondatore, che detiene il 60,6% dei voti con il 13,4% del capitale. La direttrice finanziaria Susan Li ha parlato di maggiore flessibilità per investire nello slancio del business, ma non ha annunciato piani specifici di finanziamento.

La condanna da 25 miliardi e il nervosismo sui mercati

Nelle stesse ore, secondo la fonte, un giudice di Santa Fe ha condannato Meta a pagare 25 miliardi di dollari allo Stato del New Mexico per aver ingannato gli utenti sulla gestione dei dati nel caso Cambridge Analytica, la società che nel 2016 accedette alle informazioni di circa 87 milioni di profili Facebook. Si tratta della sanzione più alta mai comminata al gruppo. Il giudice Francis Mathew ha parlato di un sistematico schema di inganno al cuore del modello di business, mentre il procuratore generale Raúl Torrez l'ha definita un segnale inequivocabile a Silicon Valley. Meta ha annunciato ricorso e ha definito la multa una tassa sulla parola.

Il nervosismo riguarda l'intero comparto: i credit default swap su Meta hanno toccato livelli record e gli analisti citati leggono nel crollo un ripensamento più ampio sulle prospettive di crescita legate all'AI. Resta da verificare l'esito del ricorso sul caso New Mexico e le modalità concrete con cui l'azienda intende finanziare gli investimenti annunciati, su cui la direzione finanziaria non ha fornito dettagli.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di AI News Italia ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Il materiale fornito è un articolo di una testata specializzata e non include documenti primari di Meta o del tribunale del New Mexico; i dati finanziari, le dichiarazioni e la sentenza sono riportati come presentati dalla fonte e non sono stati verificati in modo indipendente..