Il quadro dei risultati
Microsoft ha chiuso il trimestre con ricavi per 92,3 miliardi di dollari, in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. È il decimo trimestre consecutivo con ricavi record, secondo quanto riportato dalla fonte TechCrunch. L'utile netto ha raggiunto 36,6 miliardi, con una crescita del 32% su base GAAP rispetto all'anno prima.
Il dato più rilevante riguarda la composizione del business: Microsoft Cloud ha generato 63,9 miliardi di ricavi, in crescita del 30% anno su anno. All'interno di questa voce, Azure ha prodotto 33,2 miliardi e Microsoft 365 quasi 28 miliardi. La società ha anche indicato 10 miliardi di ricavi attribuibili a OpenAI, che pur diversificando verso altri fornitori cloud continua a eseguire gran parte dei propri servizi sull'infrastruttura Microsoft.
Un nuovo perimetro di rendicontazione
Microsoft ha riorganizzato la comunicazione dei risultati in due segmenti: da un lato Agents and Infra, dall'altro Devices and Consumer. È in quest'ultimo che emergono le difficoltà: i ricavi si sono fermati a 15,5 miliardi, in calo del 3%, con il comparto Windows OEM e dispositivi in flessione del 22% rispetto all'anno precedente.
La lettura congiunta dei due dati suggerisce uno spostamento strutturale del peso economico dell'azienda verso cloud e infrastruttura, mentre il business legato ai dispositivi personali arretra. La fonte non chiarisce le cause della contrazione né indica se si tratti di un fenomeno congiunturale o di una tendenza destinata a proseguire.
Impegni futuri e spese in crescita
Oltre ai ricavi già contabilizzati, Microsoft ha comunicato un aumento del 73% del proprio obbligo di performance commerciale residuo, salito a 677 miliardi. Si tratta, secondo la società, di ricavi futuri già vincolati da contratti esistenti, inclusi quelli con i laboratori di intelligenza artificiale.
A fronte di questi impegni, la spesa in conto capitale ha superato i 45,2 miliardi nel trimestre, nuovo massimo storico per la società. Il dato conferma che la capacità di soddisfare la domanda futura richiede investimenti rilevanti in infrastruttura, come avviene anche per gli altri grandi fornitori cloud.
Resta da chiarire quanto del risultato cloud dipenda effettivamente dall'intelligenza artificiale: la fonte sottolinea che una parte dei ricavi deriva da applicazioni tradizionali e SaaS eseguite su Azure, e che quindi non tutto il dato può essere ricondotto all'AI. La portata di questa componente non è quantificata.
