Il crollo e i numeri della seduta

Secondo quanto riporta The Guardian, il Nasdaq ha chiuso la giornata di giovedì con un calo del 5,5%, la peggior performance in 18 mesi. L'indice tecnologico è così scivolato in territorio di correzione, oltre il 10% sotto il recente massimo, con più di 2 trilioni di dollari di valore cancellati a fine contrattazioni. Si tratta del maggior ribasso su base giornaliera da quando, nell'aprile 2025, Donald Trump annunciò i dazi definiti di liberazione day sui partner commerciali degli Stati Uniti.

Le perdite hanno coinvolto l'intera Wall Street: il Dow Jones ha perso oltre 1.800 punti, il 3,4%, chiudendo a 51.868 punti, mentre lo S&P 500 è arretrato del 4,3%. Nvidia, indicata come la società simbolo del boom dell'IA, è stata la peggiore del Dow Jones con un -9,2%, seguita da Goldman Sachs a -3,7%. L'indice della paura, il VIX, è salito del 61%.

La causa politica e i titoli più colpiti

Alla base del sell-off ci sono, secondo il giornale, i segnali di un inasprimento regolatorio per il settore dell'intelligenza artificiale dopo l'esito delle elezioni di midterm. Gli investitori anticipano un controllo più severo sui piani di espansione dei data center: gli analisti citati guardano alle vittorie democratiche in una serie di gare per le cariche di governatore, con l'attesa di limiti alla costruzione di nuovi centri dati, e al rifiuto di strutture simili in diversi referendum locali.

A guidare il ribasso sono stati i titoli dei semiconduttori: il produttore di memorie SanDisk ha perso il 22% e quello di dischi fissi Western Digital il 17%. Neil Wilson, stratega di Saxo UK, ha parlato di un evento di capitolazione totale per i titoli tecnologici, spiegando che il timore è un completo smontaggio della spinta, con i democratici pronti a frenare la costruzione dei data center; secondo Wilson il movimento appare eccessivo, ma in un mercato che vende tutto servirebbe prima un segnale di stabilità.

Il cambio di rotta rispetto a mercoledì

La seduta rappresenta un'inversione netta rispetto a mercoledì, quando Wall Street aveva registrato il maggior guadagno giornaliero da mesi proprio in attesa che il successo democratico potesse contenere la Casa Bianca; quel rialzo aveva spinto Trump a rivendicare su Truth Social i massimi record dei mercati. Ora l'analista tecnologico Dan Ives avverte che il controllo democratico, soprattutto del Senato, creerà ostacoli rilevanti alla legislazione su IA e tecnologia a Washington nei prossimi due anni, e che il ritmo di costruzione dei data center inizierà a rallentare. Ted Parkhill di Incline Investment Management sintetizza il cambio di fase: il mercato passa dalla promessa dell'IA al suo prezzo, e non tutti i titoli legati al settore sono valutati in modo adeguato.

Da verificare

Restano da confermare l'effettiva portata delle misure regolatorie annunciate o solo attese, l'impatto sui piani industriali delle aziende citate e la tenuta dei mercati nelle prossime sedute: il materiale riporta aspettative degli investitori e dichiarazioni di analisti, non decisioni formali delle autorità.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Guardian — AI ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: La ricostruzione si basa esclusivamente sull'articolo di The Guardian: le cause del calo sono presentate come attese del mercato e valutazioni di analisti, non come misure regolatorie già approvate..