La previsione
Il mercato del software per agenti di intelligenza artificiale nella regione Asia-Pacifico, che comprende Asia, Australia e Nuova Zelanda, supererà di oltre quattordici volte le dimensioni attuali entro il 2030. È la stima diffusa da Omdia, società di ricerca, nel corso del suo evento annuale tenutosi giovedì a Pechino, come riporta il South China Morning Post. Secondo la previsione, i ricavi regionali passeranno dagli 782 milioni di dollari stimati per quest'anno a 11,2 miliardi di dollari nel 2030, includendo Cina continentale e Hong Kong.
Il peso crescente degli agenti
Omdia non si limita a indicare il valore assoluto del segmento: la società stima anche che la componente agentica salirà dall'1,7% al 12,3% dei ricavi regionali del software di intelligenza artificiale nello stesso arco di tempo. Il dato colloca gli agenti tra le voci in più rapida espansione nel panorama del software AI dell'area, anche se il punto di partenza resta contenuto in termini di quota.
La definizione adottata aiuta a capire cosa viene misurato: gli agenti AI impiegano modelli per pianificare ed eseguire in autonomia compiti articolati in più passaggi, come l'analisi di dati, la stesura di report e le operazioni su software. In questo modo l'utente può delegare attività che altrimenti richiederebbero istruzioni ripetute. È questa capacità di agire senza un comando passo per passo a distinguere il segmento rispetto agli strumenti di AI generativa di uso più diretto.
La spinta delle imprese cinesi
Alla base della traiettoria indicata da Omdia c'è, secondo la società di ricerca, la crescente adozione di strumenti automatizzati da parte delle aziende tecnologiche cinesi, impiegati sia nelle attività d'ufficio sia nei processi industriali. La previsione riguarda l'intera area Asia-Pacifico, Australia e Nuova Zelanda comprese, ma la dinamica descritta mette al centro il mercato cinese come motore della domanda.
Restano da chiarire alcuni elementi. Il materiale disponibile non specifica quali aziende siano coinvolte né come si distribuisca la spesa tra i diversi Paesi della regione. Non viene indicato nemmeno quali segmenti — ufficio o industria — pesino maggiormente nella crescita prevista. Si tratta quindi di una previsione di mercato, non di un consuntivo: la cifra del 2030 è una stima che andrà verificata con i dati effettivi degli esercizi futuri.
