Il nuovo round e il prezzo ritoccato al ribasso

OpenAI si sta avvicinando alla chiusura di un nuovo round di finanziamento da un massimo di 30 miliardi di dollari, ma per arrivarci ha ridotto l'obiettivo di valutazione. Secondo quanto riporta The Decoder, citando documenti interni ottenuti dal Financial Times, la società aveva inizialmente proposto agli investitori una valutazione di 1.400 miliardi di dollari; tale cifra sarebbe poi scesa a 1.250 miliardi, come riferisce anche CNBC.

La correzione del prezzo è il dato più significativo della vicenda: a parità di capitale raccolto, una valutazione più bassa implica una diluizione maggiore per chi entra o un riconoscimento implicito che la domanda non è quella delle tornate precedenti. Il Financial Times, sempre secondo The Decoder, segnala infatti una domanda più debole rispetto al passato, con alcuni sostenitori che avrebbero accusato una sorta di "indigestione" dopo i forti investimenti effettuati nelle raccolte precedenti.

Chi mette i soldi e a cosa serve l'operazione

A guidare il round da 30 miliardi sarebbero investitori degli Emirati Arabi Uniti e la società di investimento Coatue. The Decoder precisa che l'operazione viene presentata come un ponte in vista di una potenziale offerta pubblica iniziale. CNBC aggiunge, secondo la ricostruzione della fonte, che OpenAI starebbe anche negoziando un accordo commerciale per ottenere capacità di calcolo aggiuntiva attraverso gli Emirati.

Il collegamento tra raccolta di capitale e capacità computazionale è il punto da osservare: se confermato, il finanziamento non servirebbe solo a sostenere la cassa, ma sarebbe legato a un'infrastruttura necessaria per l'attività. Si tratta però di una trattativa in corso, non di un accordo concluso.

La quotazione resta un obiettivo, non una data certa

Sul fronte della Borsa, The Decoder riferisce che OpenAI ha depositato in forma riservata un prospetto per l'IPO presso la SEC a giugno. Ad agosto la direttrice finanziaria Sarah Friar avrebbe detto ai dipendenti che la società sarebbe stata quotata entro il 2027; a settembre l'amministratore delegato Sam Altman ha però definito sfavorevole il momento per lo sbarco in Borsa, posizione che secondo la fonte aveva già comunicato internamente a giugno.

Il quadro che emerge è quindi coerente: un round privato con ambizioni elevate ma prezzo rivisto, pensato per coprire il periodo che separa la società dal mercato pubblico, senza che la tempistica della quotazione sia fissata con certezza. Nello stesso orizzonte si muove il concorrente Anthropic, anch'esso descritto come in preparazione di un'IPO, con un obiettivo di valutazione tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari. Il confronto tra le due cifre va letto con cautela: sono target dichiarati o riportati, non valutazioni effettivamente realizzate.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Decoder ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: la ricostruzione segue le informazioni disponibili nel resoconto originale.