L'esca e il meccanismo
Secondo la società di sicurezza Cofense, è in corso una campagna di phishing che usa il nome di Anthropic per sottrarre credenziali aziendali. Le vittime ricevono un invito a una presunta anteprima privata, riservata a pochi, delle ultime tecnologie dell'azienda; l'obiettivo reale sarebbero le password di Google e Microsoft.
Il messaggio imita un invito a un webinar e sfrutta il marchio GoTo Webinar, piattaforma le cui email di convocazione di norma non vengono bloccate dai sistemi di sicurezza. Chi clicca per registrarsi viene indirizzato verso un indirizzo compromesso; da lì si sviluppa un percorso a più tappe: una pagina di registrazione in stile Zoom, controlli CAPTCHA pensati per tenere lontani scanner, VPN e analisi via Tor, e infine false schermate di login di Google e Microsoft.
Cosa viene carpito e gli indizi
Secondo l'analisi citata, gli utenti Microsoft cedono sia nome utente sia password, mentre la pagina falsa di Google sembra catturare solo il nome utente, probabilmente per un errore di configurazione. In ogni caso, un accesso rubato consentirebbe agli attaccanti di spostarsi all'interno dei sistemi aziendali.
Restano alcuni indizi riconoscibili: un mittente firmato "Austin from nthropic", loghi di servizi diversi mescolati nella stessa pagina e domini ingannevoli come office.com-access-sharepoint.com. Si tratta di segnali descritti dalla fonte, non di una garanzia di individuazione per gli utenti.
Perché Anthropic e come difendersi
Frank Dickson di Dickson Research spiega che l'invito vende esclusività e fa leva sulla paura di restare fuori: ogni organizzazione sta cercando di capire dove collocare l'intelligenza artificiale, e un'anteprima privata delle novità di Anthropic è l'invito che un dipendente ambizioso vorrebbe accettare. Secondo Dickson gli attaccanti non hanno scelto Anthropic a caso: prendono il nome più caldo del momento, e il mese prossimo potrebbe essere un altro.
Anthropic era già finita nel mirino di altre operazioni. A ottobre Proofpoint ha attribuito al gruppo TA419, allineato alla Cina, campagne contro esperti di politiche sull'IA negli Stati Uniti, con email che imitavano un dirigente Anthropic e un'ex funzionaria della Casa Bianca. Quel caso era mirato e di tipo spionistico; quello descritto da Cofense punta invece a un pubblico aziendale ampio.
Le difese indicate dagli esperti vanno oltre la vigilanza dei singoli. Dickson consiglia autenticazione a più fattori resistente al phishing, reset delle credenziali e verifica indipendente di ogni invito legato all'IA, senza affidarsi alla capacità dei dipendenti di riconoscere ogni falso. Chi ha inserito i dati nella finta pagina deve revocare le sessioni attive, controllare gli accessi sospetti e cambiare la password. Resta il quadro di fondo: ogni annuncio atteso dal mercato, da un nuovo modello a una lista d'attesa, diventa per i truffatori un'occasione, e le aziende che trattano gli inviti legati all'IA come una categoria di rischio, con canali ufficiali di verifica, riducono lo spazio di manovra. Le indicazioni provengono dalla fonte e dagli esperti citati; non sono disponibili nel materiale dati autonomi sul numero di vittime o sulla durata della campagna, elementi che restano da verificare.
