La spinta delle associazioni industriali
Le recenti assemblee annuali di Assolombarda e dell'Unione Industriali di Torino, la prima e la terza associazione territoriale di Confindustria, hanno posto al centro la physical AI, ovvero l'intelligenza artificiale che consente a macchine e sistemi di percepire l'ambiente, decidere e agire nel mondo fisico. Secondo il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, la vera partita europea dell'IA si gioca nell'economia reale e l'obiettivo è arrivare per primi alla nuova frontiera della Physical AI facendo leva sulle caratteristiche dell'industria italiana. Il presidente dell'Unione Industriali di Torino, Marco Gay, ha sottolineato che l'IA esce dagli schermi ed entra nella materia, e che la partita italiana non si gioca sui volumi con Stati Uniti e Cina ma sulla qualità: robotica per ambienti complessi, soluzioni su misura e intelligenza integrata nei prodotti, elementi che rappresentano la base dell'autonomia strategica.
Una base robotica solida ma adozione IA ancora limitata
L'Italia è il secondo paese europeo per investimenti nella robotica industriale e Torino è la terza città a livello continentale. Nel 2025 le nuove installazioni di robot industriali sono state quasi 25.000 in Germania, circa 7.800 in Italia, 4.500 in Francia e 4.300 in Spagna. Si tratta in gran parte di robot non ancora intelligenti, ma questa base costituisce un punto di partenza per la transizione verso l'IA fisica, dove l'Italia segue la Germania ma precede gli altri paesi europei.
Resta però il ritardo nell'adozione dell'IA. Secondo l'ultimo Rapporto sulle reti e i servizi di nuova generazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com), l'adozione dell'IA nelle PMI italiane è raddoppiata dall'8,2% al 16,4%, ma resta inferiore di 3,6 punti alla media UE. Il divario tra PMI (15,7%) e grandi imprese (53,1%) è salito nel 2025 a 37,4 punti dai 24,8 del 2024. Le proiezioni I-Com indicano che, estrapolando il trend degli ultimi cinque anni, la quota di adozione nel 2030 si fermerebbe a circa il 27%, contro un obiettivo del 60% che sarebbe raggiunto solo nel 2043 mantenendo il ritmo attuale. I-Com auspica però che il raddoppio osservato nell'ultimo anno possa accelerare il percorso.
Il manifatturiero e i segnali di accelerazione
Il settore manifatturiero è tra i più arretrati: l'adozione dell'IA nell'industria si ferma al 17,3% nell'UE e scende al 14,7% in Italia. Tuttavia, l'interesse per la physical AI è in forte crescita. Secondo un paper di Johannes Stübinger e Fabio Merz dell'ateneo tedesco di Coburgo, il numero di articoli scientifici dedicati alla Physical AI nel solo 2025 è più che quadruplo rispetto ai quattro anni precedenti, e il primo semestre del 2026 ha già quasi doppiato l'intero anno precedente. Anche le ricerche su Google mostrano un'esplosione di interesse nel 2026.
Sul fronte degli investimenti, un report del Mitsui & Co. Global Strategic Studies Institute stima che il venture capital in IA fisica e robotica abbia raggiunto 26 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento superiore all'80% rispetto all'anno precedente, e prevede oltre 65 miliardi di euro nell'anno in corso. Lo stesso studio individua nella manifattura il settore più pronto ad adottare l'IA fisica, spinto dalla maturità tecnologica e dalla rilocalizzazione delle catene del valore per ragioni di autonomia strategica e calo demografico. Resta da verificare se le proiezioni di adozione dell'IA in Italia si tradurranno in un'accelerazione reale e se le politiche pubbliche sapranno sostenere domanda e innovazione.
