L'ammissione, un giorno dopo il premio
Lo scrittore Philippe Jaenada, vincitore del Prix Goncourt con L'Inconnue du quai de Javel, ha dichiarato alla radio France Inter di aver fatto ricorso all'intelligenza artificiale «tre volte» durante la scrittura del romanzo, come riportato da The Guardian. L'ammissione è arrivata mercoledì, appena un giorno dopo il conferimento del riconoscimento letterario francese più prestigioso, avvenuto martedì. Il premio consiste in un assegno simbolico di 10 euro ma è tra i più seguiti in Francia.
Secondo il suo racconto, il primo utilizzo è stato l'inserimento di una frase scritta da ChatGPT per «giocare con il lettore». Jaenada ha detto di aver rivelato quale frase fosse soltanto ai giurati del Goncourt, il giorno del premio, aggiungendo: «Se esce fuori, saprò da dove viene». Ha inoltre incluso una sezione di testo generato dall'AI per ironizzare sulle risposte «completamente assurde» fornite da ChatGPT su un dettaglio tecnico, e ha citato l'AI come strumento di ricerca.
La posizione dell'autore sull'AI
Jaenada, 62 anni, ha sostenuto che l'AI non può essere fermata: «Non possiamo fingere che non esista. Bisogna usarla, ma prima riconoscerla e soprattutto addomesticarla. Deve essere utile». Prima del premio, in un'intervista a 20 Minutes, aveva difeso l'uso dell'AI paragonandolo agli effetti speciali nel cinema e prevedendo che presto sarà impossibile affermare che un testo sia scritto al 100% da un essere umano; aveva però insistito sul fatto che l'AI «non sarà mai in grado di scrivere un libro con il cuore, l'anima, i ricordi».
Jaenada ha vinto al primo turno con sei voti contro tre, superando Sylvain Prudhomme, finalista con De l'autre côté du lac. Era già stato finalista quattro volte e il suo romanzo ricostruisce l'omicidio irrisolto del 1949 di Louise Cansot, modella bretone di 29 anni nota a Montparnasse come «la donna dai cento ritratti».
Il caso Orélien e le accuse di doppio standard
L'ammissione riaccende il confronto con il caso di Thélyson Orélien, il cui romanzo C'était ça ou Mourir era stato rimosso dalla lista lunga dell'Académie Goncourt a settembre. L'opera dello scrittore canadese-haitiano, esordio rivelazione della rentrée littéraire con oltre 35.000 copie vendute e il Prix du roman Fnac, era stata analizzata con lo strumento di rilevamento AI Pangram dal giornalista Samuel Fitoussi, che aveva concluso che gran parte del testo fosse generata da macchine; l'affidabilità di questi software è però stata messa in discussione. In una nota del 25 settembre l'accademia aveva affermato che le analisi indicavano il romanzo come «con ogni probabilità in larghissima parte prodotto di un'intelligenza artificiale», rivendicando la tutela dell'integrità di un premio dedicato alla «letteratura scritta da donne e uomini».
Orélien aveva respinto le accuse definendole «calunnia ed eresia» e assicurando che «nemmeno una frase» del libro era stata creata da una macchina; nella stessa nota aveva ammesso un plagio in lavori precedenti. La settimana successiva l'editore canadese Boréal aveva annunciato nuove prove sull'uso dell'AI, smentendo le rassicurazioni dell'autore, e aveva interrotto il rapporto. Sul web sono circolate accuse di doppio standard razziale: un utente ha scritto che per «un vecchio bianco» va bene mentre «un giovane scrittore di colore viene lapidato sulla pubblica piazza», un altro ha parlato di «nessun linciaggio mediatico, nessun bando» per Jaenada, «una clemenza negata a Thélyson Orélien».
Cosa resta da verificare
Il materiale non chiarisce con quale criterio i giurati del Goncourt abbiano valutato l'uso dichiarato da Jaenada né se l'accademia abbia modificato la propria posizione dopo il caso Orélien: The Guardian riferisce che l'Académie Goncourt, presieduta dal romanziere Philippe Claudel, è stata contattata per un commento e non riporta una risposta. Resta quindi aperta la domanda sulla coerenza dei criteri applicati ai due autori, che il testo documenta come percezione pubblica ma non come decisione formale dell'ente.
