Il ritorno alle vendite
Gli investitori esteri sono tornati a essere venditori netti di azioni coreane a settembre, dopo aver interrotto in agosto sette mesi consecutivi di cessioni. Secondo i dati diffusi venerdì dal Financial Supervisory Service (FSS) e ripresi da The Korea Herald, il mese scorso gli operatori offshore hanno venduto titoli locali per un valore netto di 19.110 miliardi di won, equivalenti a 14,25 miliardi di dollari. Ad agosto il saldo era stato positivo per 344 miliardi di won.
Il dato di settembre segna quindi un'inversione di segno rispetto al mese precedente, con un'ampiezza che il materiale della fonte non consente di confrontare con il passato oltre il riferimento ai sette mesi di vendite interrotte in agosto. La fonte collega l'andamento ai rischi geopolitici prolungati e alle preoccupazioni sulla redditività delle attività di intelligenza artificiale, senza quantificare il peso di ciascun fattore.
Chi ha venduto e quanto pesa il capitale estero
La ripartizione per Paese indica che a guidare le cessioni a settembre sono stati gli investitori del Regno Unito, con vendite nette per 6.900 miliardi di won, seguiti da quelli degli Stati Uniti con 3.900 miliardi di won. Si tratta delle prime due posizioni per volume di vendite nette secondo i dati del FSS.
Dopo le vendite di settembre, secondo la fonte, gli investitori esteri detenevano azioni coreane per 2.296.000 miliardi di won, corrispondenti al 34,8 per cento della capitalizzazione di mercato complessiva. Il dato offre la misura del peso del capitale straniero nel mercato azionario coreano, ma il materiale non specifica come questa quota si sia mossa rispetto ad agosto né quali settori siano stati maggiormente interessati dalle cessioni.
Obbligazioni in controtendenza
Sul mercato obbligazionario locale i flussi esteri hanno mantenuto segno positivo: sempre a settembre gli investitori offshore hanno acquistato obbligazioni coreane per un valore netto di 127 miliardi di won. Alla fine di settembre le loro partecipazioni in titoli di debito coreani ammontavano a 322.900 miliardi di won, pari all'11,2 per cento delle obbligazioni quotate nel Paese, secondo quanto reso noto dal FSS.
Il confronto tra i due mercati mostra quindi una divergenza: mentre l'azionario registra vendite nette significative, il comparto obbligazionario resta in territorio positivo, pur con un saldo di acquisti molto più contenuto.
Cosa resta da verificare
Il materiale non chiarisce quali titoli o settori specifici siano stati oggetto delle vendite, né se il dato di settembre sia il più alto o il più basso di un periodo di riferimento. Non vengono indicati i valori di capitale estero detenuto in azioni nei mesi precedenti, elemento necessario per valutare l'impatto delle cessioni sulla quota del 34,8 per cento. La fonte non riporta inoltre dichiarazioni di autorità o analisti che spieghino l'entità delle vendite oltre ai due fattori generali citati, rischi geopolitici e redditività dell'intelligenza artificiale. Tutte le cifre sono attribuite al Financial Supervisory Service tramite The Korea Herald.
