Il crollo e i numeri di giornata

La Borsa di Seul ha vissuto venerdì una seduta di forti vendite: secondo quanto riporta il Korea Herald, l'indice Kospi ha chiuso a 5.059,69 punti, in calo del 6,02 per cento rispetto alla seduta precedente. Poco dopo l'apertura l'indice era sprofondato dell'8,78 per cento fino a un minimo intraday di 4.911,28 punti, scendendo per la prima volta sotto quota 5.000 dall'inizio di febbraio. Il movimento ha fatto scattare in rapida successione il circuit breaker e il sell-sidecar, prima di un parziale recupero.

Secondo la Korea Exchange, gli investitori esteri sono stati venditori netti per 2,77 trilioni di won, mentre gli investitori retail e gli istituzionali hanno acquistato rispettivamente 601 miliardi e 1,70 trilioni di won. Il segmento tecnologico Kosdaq ha perso il 5,03 per cento chiudendo a 644,27 punti, con un sell-sidecar attivato alle 9:06. Sul mercato valutario il won si è indebolito di 14,5 won a 1.356,6 per dollaro alle 15:30, il livello più debole dal 12 maggio.

Samsung e SK hynix sotto pressione

Le vendite si sono concentrate sui grandi produttori di semiconduttori. Samsung Electronics ha chiuso a 188.700 won, in calo del 6,35 per cento, dopo essere scesa fino a 179.200 won in mattinata: il titolo non scendeva nella fascia dei 170.000 won dal 2 aprile, e ha perso circa metà del valore rispetto al picco annuo di 374.500 won. SK hynix ha ceduto il 10,44 per cento chiudendo a 1,132 milioni di won, con un minimo intraday di 1,089 milioni che l'ha portata sotto quota 1,1 milioni per la prima volta dal 14 aprile; il minimo di giornata equivale a circa un terzo del picco annuo di 2,987 milioni di won.

La pressione arriva dagli Stati Uniti, secondo il quotidiano: a Wall Street le vendite sui titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori hanno innescato un'onda che si è propagata ai listini tecnologici globali e a quello coreano. Il Kospi non è riuscito a sottrarsi agli effetti nonostante avesse già perso il 5,28 per cento il giorno precedente. L'elemento scatenante indicato sono i timori di un inasprimento delle regole sulle costruzioni di data center per l'AI negli Stati Uniti dopo le elezioni di medio termine, timori che secondo la ricostruzione erano già stati in parte scontati dal mercato.

Il contesto e le cautele degli analisti

La correzione assume rilievo se confrontata con l'andamento dell'anno: il Kospi aveva chiuso il 2025 a 4.214,17 punti, era salito fino a un massimo di 9.114,55 il 22 giugno e ora si colloca intorno al 55 per cento di quel picco, rendendo di fatto superate le previsioni rialziste che pochi mesi fa indicavano il superamento quota 10.000.

Gli analisti citati dal giornale ritengono però sproporzionate le preoccupazioni sulle nuove regole. Lee Jun-young, di Eugene Investment & Securities, giudica eccessivi sia il timore di un brusco calo degli investimenti in AI sia quello di un forte rallentamento dell'economia statunitense. Lee Kyung-min, di Daishin Securities, ritiene improbabile un arresto totale delle costruzioni di data center e stima al 15-30 per cento la probabilità di sospensione di nuovi progetti in Texas, Georgia e Ohio, con rischi più realistici legati all'aumento dei costi e ai ritardi nei cantieri. Resta da verificare, nel prosieguo, se le indicazioni regolatorie americane confermeranno o ridimensioneranno questi timori.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Korea Herald ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Il testo si basa esclusivamente sull'articolo del Korea Herald fornito: non sono disponibili conferme indipendenti sulle misure regolatorie statunitensi né dettagli sulle stime degli analisti oltre a quanto citato..