Il dato e il perimetro della ricerca
Un gruppo di ricerca della Sapienza Università di Roma e dell'Università della Valle d'Aosta ha pubblicato uno studio intitolato Sexting with AI: emerging questions and preliminary evidence from Italy, dedicato allo scambio di messaggi a contenuto sessuale con chatbot basati sull'intelligenza artificiale. Secondo la nota diffusa dalla fonte, si tratta di una delle prime rilevazioni empiriche condotte in Italia su questa forma di interazione digitale.
Il campione era composto da 378 giovani adulti italiani di età compresa tra 18 e 35 anni, chiamati a compilare un questionario online anonimo sulle proprie pratiche di sexting con l'intelligenza artificiale. Il 8,7% dei partecipanti, pari a 33 persone, ha dichiarato di aver avuto questo tipo di esperienza. La dimensione ridotta del gruppo rende il dato descrittivo del campione, non una stima della popolazione giovanile italiana.
Chi ha riferito il comportamento
Tra i 33 partecipanti che hanno ammesso la pratica, il 75,8% era di sesso maschile. Rispetto all'orientamento sessuale, la nota indica una distribuzione quasi equilibrata tra individui esclusivamente eterosessuali e non esclusivamente eterosessuali, senza fornire ulteriori dettagli numerici.
Le analisi correlazionali, definite esplorative dagli stessi autori, hanno individuato associazioni significative tra il comportamento e alcune caratteristiche psicologiche: in particolare la ricerca di sensazioni sessuali (sexual sensation seeking) e l'uso problematico della pornografia online. Si tratta di correlazioni, non di rapporti di causa-effetto, e il materiale non chiarisce la direzione di tali associazioni.
Cosa resta da verificare
La ricerca è firmata da Antonio Chirumbolo, Alessandra Ragona e Mara Morelli per la Sapienza, e da Elena Cattelino e Lia Ruggeri per l'Università della Valle d'Aosta. Nelle dichiarazioni riportate, gli autori sottolineano che l'intelligenza artificiale sta entrando anche nella sfera dell'intimità e della sessualità, aprendo nuove domande per la psicologia.
Gli stessi ricercatori precisano però che i risultati sono preliminari e non generalizzabili. Invitano ad approfondire motivazioni e significati di queste esperienze senza giudizi preconcetti, e ritengono necessari ulteriori studi per capire come tali interazioni si inseriscano nella vita delle persone e quali implicazioni possano avere per il benessere e le relazioni. Il sondaggio, auto-riferito e anonimo, non permette inoltre di sapere quali piattaforme siano state utilizzate né con quale frequenza.
