Il video e le reazioni

Il principale partito di opposizione spagnolo, il conservatore Partito popolare (PP), ha diffuso questa settimana sui propri canali social un spot elettorale costruito con l'intelligenza artificiale. Il video manipola le sembianze di diverse persone legate al partito socialista di Pedro Sánchez, facendole apparire mentre ammettono atti come la richiesta di prostitute e la percezione di tangenti. Secondo la fonte, entro venerdì aveva superato quasi due milioni di visualizzazioni.

Nel video una versione generata dall'IA della moglie del premier, Begoña Gómez, parla di un incarico universitario ottenuto grazie al lavoro del marito, mentre un deepfake dell'ex presidente socialista José Luis Rodríguez Zapatero accenna a gioielli nascosti in una cassaforte. La fonte precisa che entrambi i riferimenti rimandano a indagini in corso, nelle quali Gómez e Zapatero hanno negato ogni illecito. Il ministro della Transizione digitale Óscar López ha definito il contenuto una menzogna colossale, inaccettabile se diffusa da un partito sui propri account ufficiali, e ha avvertito che chi non ha dimestichezza con l'IA può facilmente confondere il video con la realtà.

La contestazione legale e la difesa del PP

Venerdì una delle persone la cui immagine è stata utilizzata, Leire Díez, ex esponente socialista, ha presentato un ricorso in tribunale chiedendo la rimozione immediata dello spot. Secondo la fonte, nella denuncia accusa il PP di diffamazione e di furto di identità digitale, per aver usato le sue sembianze per alludere a presunti tentativi di ostacolare la magistratura e le forze dell'ordine a favore dei socialisti.

Il PP respinge le critiche. Borja Sémper ha dichiarato ai giornalisti che non ci sarebbe alcun problema se esistesse l'intento malevolo di far credere reali i personaggi, ma che chiunque può vedere come si tratti di un uso di strumenti digitali per mettere in luce l'ipocrisia del partito socialista. La fonte riporta inoltre che la maggior parte dei sondaggi indica una vittoria del PP alle elezioni generali del 29 novembre, con la necessità di appoggiarsi al partito di estrema destra Vox per formare un governo.

Il confine tra legalità e opportunità

Il video riporta in fondo, con caratteri molto piccoli e quasi trasparenti, l'indicazione che è stato creato con l'IA. Su questo si concentra il giudizio giuridico: la maggioranza dei nove esperti legali interpellati dal quotidiano El País concorda sul fatto che l'operazione del PP non sia illegale, dato l'etichettamento e il tono complessivo di satira politica; secondo Íñigo Navarro, nel contesto è chiaro che quelle persone non hanno pronunciato quelle frasi.

Il professore di diritto penale Juan Antonio Lascuraín distingue però la questione della legalità da quella dell'appropriatezza etica e politica. José Javier Olivas, studioso di populismo e pregiudizi dell'IA, definisce deplorevole l'uso di deepfake nella campagna da parte di un partito che aspira a governare, parla di una linea rossa rispetto al normale svolgimento delle campagne e qualifica il contenuto come disinformazione, perché mette parole in bocca ad altre persone. Resta da verificare l'esito del ricorso di Díez e le eventuali conseguenze sul dibattito politico nelle settimane che precedono il voto.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Guardian — AI ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: la ricostruzione segue le informazioni disponibili nel resoconto originale.