L'evento e la diffusione del video

La 1st Airborne Special Forces Brigade dell'Esercito sudcoreano ha ospitato circa una settimana fa un'iniziativa ribattezzata K-Walking Performance Military Festival, durante la quale alcuni soldati hanno seguito delle modelle lungo una passerella allestita nella palestra della base militare. Lo riporta The Korea Herald.

Le immagini, fornite in esclusiva a TV Chosun da un YouTuber che in passato ha prestato servizio nelle forze speciali, mostrano modelle in abiti mimetici e tacchi alti mentre illustrano tecniche di camminata in passerella: un piede che incrocia l'altro, rotazioni del corpo per le virate e pose con le braccia piegate. File di soldati riproducevano quei movimenti e poi, a turno, avanzavano per esibirsi nelle proprie pose sotto lo sguardo delle modelle.

Le critiche e la posizione dell'Esercito

La diffusione del filmato ha suscitato critiche e interrogativi sulla disciplina militare. Su X un utente ha osservato che, data la natura e le responsabilità di un reparto destinato alle operazioni speciali, è difficile comprendere lo scopo di un simile addestramento.

Interpellato da un media locale, un funzionario dell'Esercito ha spiegato che l'evento rientrava in un programma culturale pensato per migliorare il portamento dei militari, svolto come attività interattiva nell'ambito della formazione di carattere condotta due volte l'anno. Il funzionario ha però riconosciuto che il contenuto non era appropriato alla natura del reparto e alle esigenze dei soldati, e che il programma non era stato valutato adeguatamente in anticipo. L'Esercito ha aggiunto che raccoglierà il parere dei militari già in fase di pianificazione e valuterà con attenzione l'idoneità delle future attività formative.

Cosa resta da chiarire

Il materiale non precisa quante persone abbiano partecipato, né se vi siano state conseguenze disciplinari o se il programma sia stato sospeso. Non è inoltre indicato chi abbia approvato l'iniziativa. Restano quindi da verificare i dettagli organizzativi e l'eventuale seguito interno alla brigata.

Il caso assume rilievo perché riguarda un reparto d'élite, il cui mandato comprende tattiche di combattimento e missioni ad alto rischio: la vicenda mette in discussione non l'addestramento in sé, ma i criteri con cui vengono selezionati i programmi collaterali e i controlli preliminari sulla loro appropriatezza. La dichiarazione dell'Esercito ammette esplicitamente questa lacuna.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di The Korea Herald ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: la ricostruzione segue le informazioni disponibili nel resoconto originale.