Il crollo parte da Wall Street
Secondo la ricostruzione di The Guardian, la giornata di contrattazioni di giovedì ha visto gli investitori statunitensi vendere in massa i titoli tecnologici. Il Nasdaq ha perso il 5,5%, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 1.833,06 punti (3,44%) e l S&P 500 ha ceduto il 4,36%. Il Financial Times, citato dalla fonte, calcola che la capitalizzazione persa dalle società quotate statunitensi abbia superato i 3.200 miliardi di dollari, il calo più ampio registrato dall inizio del millennio.
Asia in rosso e tensioni sui chip
Il ribasso si è propagato ai mercati dell Asia-Pacifico. L indice giapponese Nikkei ha perso quasi il 6%, il peggior calo dal 7 aprile 2025, mentre il sudcoreano KOSPI è arretrato del 6,7% e il taiwanese TAIEX del 4,5%. Tra i titoli più colpiti figurano i produttori di memorie per chip: SanDisk ha ceduto il 22%, Micron e AMD il 17% ciascuna, mentre Nvidia ha guidato le perdite del Dow Jones con un calo superiore al 9%. Christopher Forbes di CMC Markets ha descritto la situazione come un disastro, segnalando margin call e reclami dei clienti.
Il nesso con il voto e i dubbi di fondo
Alla base delle vendite, secondo gli analisti citati dal Guardian, ci sono le preoccupazioni per l esito delle elezioni di metà mandato, con l avanzata democratica vista come possibile freno alla costruzione delle infrastrutture per l intelligenza artificiale: i democratici sono più critici verso i data center e questo potrebbe rallentare gli investimenti. Kyle Rodda di Capital.com parla di una vendita brutale, alimentata dai timori sul futuro dello sviluppo dell AI. La fonte precisa che i rischi politici e regolatori arrivano in un momento in cui il comparto mostrava già segnali di debolezza, con i risultati delle Magnificent Seven inferiori alle attese e un rallentamento della spesa in intelligenza artificiale.
L articolo riporta anche la reazione del presidente Donald Trump, che sui social ha attribuito il crollo ai democratici e, in un secondo messaggio, agli stessi elettori. Si tratta di dichiarazioni riportate dalla fonte, non di una valutazione verificata.
Da verificare
Restano da confermare nei prossimi giorni l impatto effettivo delle decisioni politiche sugli investimenti nel settore e la tenuta del mercato, anche in attesa del rapporto sull occupazione statunitense e dell indice di fiducia dei consumatori del Michigan, citati dalla fonte come appuntamenti da seguire. La fonte segnala inoltre che i mercati europei erano attesi in apertura in calo, con i future sul FTSE 100 e sul DAX giù di oltre l 1%.
