L'obiettivo dichiarato
Il fondatore e amministratore delegato di WeRide, Han Xu, ha affidato a CNBC il proprio obiettivo per il servizio di taxi autonomo: poter viaggiare da Guangzhou a Hong Kong a bordo di un veicolo senza conducente entro quattro o cinque anni. L'idea, ha spiegato, è sfruttare il tempo di percorrenza per dormire o lavorare e ritrovarsi a destinazione al termine del tragitto. La dichiarazione è stata ripresa dall'ufficio stampa dell'azienda e rilanciata da IT之家, che colloca l'intervista al 2 novembre.
Si tratta di un proposito, non di una previsione operativa: il collegamento tra le due città non è oggi autorizzato per i veicoli a guida autonoma e l'azienda non ha indicato un calendario di test, un percorso omologato o un'autorizzazione in corso di valutazione. La stessa dichiarazione di Han Xu condiziona l'obiettivo a un fattore esterno all'impresa.
La regolazione come nodo critico
Il CEO ha individuato nel quadro normativo il passaggio più delicato. A suo avviso, le autorità devono essere convinte non soltanto della sicurezza dei passeggeri, ma anche di quella delle comunità attraversate dai veicoli. È una richiesta che sposta l'attenzione dalla vettura al contesto urbano e alla gestione del rischio lungo l'intero percorso, un aspetto rilevante per un tragitto che supererebbe i confini amministrativi e giurisdizionali tra la Cina continentale e Hong Kong.
Han Xu ha aggiunto che WeRide ritiene di avere le condizioni per ampliare la flotta di taxi autonomi, citando la preparazione raggiunta sul piano tecnologico, hardware, software e dell'ecosistema industriale. Resta però aperta la questione di un meccanismo di governo condiviso tra operatori e regolatori, che l'azienda descrive come ancora da definire.
I numeri dichiarati e i limiti dell'annuncio
Secondo i dati riportati dalla fonte, WeRide opera in 13 Paesi e in oltre 60 città e dispone di una delle flotte autonome più estese al mondo: circa 3.600 veicoli di livello 4, di cui più di 1.800 taxi senza conducente. Sono cifre fornite dall'azienda e riprese dal media, non verificate in modo indipendente dal materiale disponibile.
Il divario tra una flotta già ampia e un collegamento internazionale ancora ipotetico chiarisce il senso dell'annuncio: la scala raggiunta non basta da sola a garantire l'estensione geografica del servizio, perché la variabile decisiva indicata dal CEO è l'approvazione delle autorità. Non è possibile sapere dai contenuti disponibili quali tratti stradali sarebbero interessati, quali permessi manchino né quali test siano stati condotti su quel corridoio. L'obiettivo dei quattro-cinque anni va quindi letto come dichiarazione di intenti, subordinata a decisioni regolatorie che l'azienda non controlla.
