Che cosa hanno detto i tre manager
L'Asia-Pacifico sta superando il ruolo di base produttiva a basso costo per diventare un polo di innovazione in intelligenza artificiale, dati e partnership transfrontaliere. È la tesi sostenuta da tre dirigenti di multinazionali durante la sessione "Driving Innovation Across Asia-Pacific: AI & Manufacturing" del forum APK 2026, svoltosi a Seul e riportato dal Korea Herald. A parlare sono stati Andreas Pecher, amministratore delegato di Carl Zeiss, Shashank Deshpande, numero uno di Boehringer Ingelheim, e Hanno Blankenstein, cofondatore e amministratore delegato di Unleash Live, società australiana che collega robot e droni a sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio di infrastrutture critiche.
Pecher ha spiegato che la regione non è più soltanto un mercato di sbocco per il gruppo tedesco, ma un luogo dove le innovazioni nascono insieme ai partner. Zeiss gestisce circa quaranta sedi di ricerca e sviluppo nel mondo, circa un quarto delle quali in Asia-Pacifico, e produce sistemi ottici e optoelettronici di alta precisione impiegati nella fabbricazione di semiconduttori. Il manager ha indicato nella rapidità il tratto distintivo osservato in Asia, descrivendo un approccio pragmatico e costruttivo con l'industria e processi decisionali molto veloci, da cui, a suo giudizio, le aziende europee potrebbero trarre insegnamento.
Farmaceutica e automazione: due declinazioni della stessa tesi
Deshpande ha applicato lo stesso ragionamento al settore farmaceutico, citando capacità produttive e di ricerca in espansione, infrastrutture per la sperimentazione clinica e accesso ai dati dei pazienti. Secondo il dirigente, l'intelligenza artificiale può aiutare a individuare candidati farmaci promettenti e pazienti adatti, accorciando i tempi delle sperimentazioni e riducendone i tassi di fallimento. A supporto ha ricordato che circa il 30 per cento delle sperimentazioni cliniche di fase 3 su larga scala fallisce ancora, il che rende potenzialmente preziosi analisi dei dati e simulazioni migliori. La sua conclusione è netta: la regione non è un'area di produzione a basso costo, ma un attore paritario sul piano dell'innovazione.
Blankenstein ha spostato l'attenzione sui limiti dell'intelligenza artificiale industriale, che a suo avviso richiede più di modelli software sofisticati. In ambienti ad alto rischio come raffinerie, porti e siti minerari, ha argomentato, serve un livello di precisione superiore a quello offerto oggi dai modelli generici: "Dobbiamo essere giusti al 100 per cento, ogni volta, in ogni scena". Da qui l'appello a una maggiore collaborazione tra fornitori di tecnologia, produttori e aziende di robotica per costruire l'infrastruttura dati necessaria.
Che cosa resta da verificare
Il materiale documenta dichiarazioni e una sessione congressuale, non risultati misurabili. Non contiene dati di mercato, investimenti, numero di progetti o confronti quantitativi tra regioni, e non precisa come si misurerebbe il preteso sorpasso dell'Asia-Pacifico sul modello produttivo tradizionale. Le affermazioni sul ruolo della regione restano quindi valutazioni dei manager, non fatti verificati. La stessa fonte riporta in coda, senza sviluppo, altri temi estranei alla sessione, tra cui una controversia sulle attività social del presidente sudcoreano Lee Jae Myung. Il valore della notizia sta nel segnale che tre grandi aziende dichiarano di voler innovare in Asia-Pacifico; la portata effettiva di quel segnale richiede riscontri indipendenti.
