La svolta dell'editore
Les Éditions du Boréal, editore canadese dello scrittore haitiano-canadese Thélyson Orélien, ha confermato che l'intelligenza artificiale è stata impiegata nella stesura del romanzo C'était ça ou mourir. La notizia, riportata dal Guardian, segna un'inversione rispetto alla posizione assunta appena una settimana prima, quando la casa editrice aveva dichiarato di voler sostenere il trentottenne autore, che aveva respinto le accuse.
Secondo la dichiarazione di Boréal, nuove informazioni confermate negli ultimi giorni indicano che l'AI è stata usata nel processo di scrittura. L'editore ha quindi annunciato la fine del rapporto professionale con Orélien, senza precisare in che misura lo strumento sia stato impiegato.
Le prove e i limiti dell'accertamento
Boréal ha raccolto tutte le versioni di lavoro del romanzo e incaricato un soggetto esterno di analizzare le diverse bozze. I risultati, secondo l'editore, hanno rivelato tracce di marcatori AI nei metadati di alcuni documenti. Prima di questa verifica, l'editore aveva tentato di collaborare con l'autore per raccogliere elementi utili a dimostrarne l'innocenza: il tentativo non ha prodotto esiti conclusivi e Orélien ha poi comunicato che non avrebbe fornito ulteriori informazioni.
Lo stesso editore ammette di non conoscere l'estensione dell'uso dell'AI e di non poter probabilmente arrivare a una risposta definitiva. Il dato certo, stando al materiale, riguarda la presenza di tracce nei metadati, non una ricostruzione completa del processo creativo.
Le contestazioni e il ritiro dal Goncourt
Il romanzo, dedicato al tema della migrazione, era destinato alla traduzione in oltre venti paesi. Era stato però ritirato dalla lista del Prix Goncourt, il più prestigioso premio letterario francese, dopo che i test del rilevatore Pangram avevano indicato una probabilità del 100% di testo generato al computer. Orélien ha definito le accuse calunnia ed eresia, sostenendo di aver usato strumenti solo per la ricerca, in particolare per espressioni idiomatiche straniere, ma di non aver mai fatto scrivere una frase a una macchina.
Mercoledì l'autore ha ribadito a Libération di aver impiegato l'AI nel processo creativo per la ricerca storica, aggiungendo di aver spiegato tutto alle persone vicine ma di ritenere che al momento le sue parole non contino nulla. Ha inoltre affermato di aver iniziato il libro alla fine del 2017 e completato una prima bozza di oltre 300 pagine nel 2019, anni prima della diffusione di servizi come ChatGPT. Orélien è fuggito da Haiti dopo il terremoto del 2010.
Plagio e questioni aperte
In risposta a separate accuse di plagio, l'autore ha ammesso errori inaccettabili commessi in passato nella scrittura, senza indicare casi specifici, e ha scritto che ammirare qualcuno non dà il diritto di rivendicare come propri testi altrui. Resta aperta la distinzione tra l'uso di strumenti di ricerca e la generazione di contenuti: l'editore si basa su tracce nei metadati, l'autore rivendica la paternità della struttura e del senso della storia. La vicenda mostra quanto sia difficile stabilire con certezza i confini dell'impiego dell'AI in un'opera letteraria.
