L'allarme prima della gara tra città

In Corea del Sud il progetto per ospitare un hub internazionale dell'intelligenza artificiale entra nella fase decisiva, ma crescono le richieste di procedere con cautela. Secondo quanto riporta ETNews, prima della scelta della sede alcuni promotori dell'iniziativa, avviata durante la fase iniziale del governo di Lee Jae-myung, sollecitano la definizione di obiettivi concreti e di un progetto preliminare. Tra loro figurano il deputato democratico Cha Ji-ho, che ha contribuito a ideare e proporre l'hub, e Lim Mun-young, già vicepresidente permanente del Consiglio nazionale per la strategia sull'IA, che aveva sostenuto il progetto come punto di coordinamento intergovernativo.

Cha, in una conversazione con il giornale, ha usato una metafora edilizia: non si può costruire senza un progetto, e progetto e costruzione devono essere collegati in modo organico. In sostanza, prima di scegliere dove insediare l'hub occorre chiarire che cosa si intende fare con l'attrazione dell'iniziativa e quale contributo si vuole offrire alla comunità internazionale.

Criteri e calendario del ministero

Il ministero della Scienza e delle TIC ha recentemente tenuto un'audizione pubblica sulla selezione della sede, indicando quattro criteri di valutazione, tra cui le competenze funzionali e le condizioni di vita per il personale, e un calendario che prevede la decisione a dicembre. Per i critici, tuttavia, la definizione degli obiettivi e il piano di gestione dell'hub restano inadeguati.

Nonostante questa incertezza, la competizione appare già intensa: diverse grandi amministrazioni locali — tra cui Busan, la provincia di Jeonnam con Gwangju, Incheon, Gyeonggi, Gyeongbuk e Jeju — avevano manifestato interesse prima dell'audizione, e anche enti locali di livello inferiore si sono detti disponibili a partecipare prima o dopo l'incontro. Il giornale segnala il rischio di una corsa alla candidatura che precede la definizione del quadro strategico.

Verso un'alleanza per l'IA pubblica

Cha invita a considerare il contesto delle agenzie delle Nazioni Unite, che affrontano problemi diversi — cibo, malattie, rifugiati — ma condividono l'obiettivo di rispondere alle emergenze e stanno sviluppando ognuna propri strumenti di IA. Se ciascuna procede separatamente, senza collegamenti tra dati e standard, i progetti rischiano di restare confinati a singoli settori o territori. La Corea del Sud, secondo il deputato, potrebbe svolgere un ruolo nel trasformare questa frammentazione in capacità condivisa, a condizione di pianificare in anticipo.

Il parlamentare sostiene che un Paese democratico con competenze tecnologiche su tutta la filiera può progettare un ecosistema di IA pubblica insieme ai Paesi partner, nel rispetto dei principi di sovranità e solidarietà. Imprese e istituti di ricerca coreani potrebbero collaborare con l'hub per confrontarsi con la domanda pubblica reale dei Paesi in via di sviluppo, co-progettare soluzioni e sottoporle a verifica da parte di organismi internazionali prima di portarle sul mercato globale.

Cha cita cifre per sostenere che l'hub debba affrontare problemi concreti e ridurre le disuguaglianze, non solo obiettivi astratti: circa 4,5 miliardi di persone non avrebbero accesso adeguato ai servizi sanitari essenziali, 645 milioni soffrirebbero di fame cronica e 273 milioni di bambini e adolescenti sarebbero fuori dalla scuola. Poiché l'hub non sarebbe un organismo esclusivamente coreano ma richiederebbe cooperazione internazionale, aggiunge, andrebbero discussi in anticipo la direzione operativa, il piano esecutivo, le risorse finanziarie e il sistema decisionale.

Sulla stessa linea Lim Mun-young, anch'egli intervenuto con il giornale, ritiene sconsigliabile un'escalation competitiva mentre il piano operativo non è definito. Occorre, ha detto, costruire un quadro di collaborazione su tecnologia e dati e individuare storie di successo. L'hub, ha aggiunto, dovrebbe essere coerente con i valori della "società di base dell'IA" e della "democrazia dell'IA" proclamati dal governo, con la strategia industriale nazionale orientata all'esportazione dell'IA su tutta la filiera e con la strategia estera che punta a rafforzare una terza via di cooperazione tecnologica tra Stati Uniti e Cina.

Restano da verificare alcuni elementi: il materiale non precisa quali funzioni internazionali specifiche verrebbero ospitate nell'hub, né il contenuto dettagliato dei quattro criteri, le risorse stanziate o il peso delle candidature locali. La decisione attesa a dicembre chiarirà la sede, ma non necessariamente il modello operativo che i critici chiedono di definire prima.

Fonte e attribuzione: questa sintesi originale è stata redatta da AICronaca sulla base del resoconto di ETNews — AI ↗. Le dichiarazioni sono attribuite alla fonte; eventuali limiti informativi: Il testo si basa esclusivamente sull'articolo di ETNews e sulle dichiarazioni ivi riportate; non sono disponibili documenti ufficiali del ministero, dettagli dei criteri di valutazione, importi di finanziamento o conferme indipendenti delle statistiche citate dai parlamentari..